NOVITA’

     

Nel Giugno 2020 esce il primo romanzo di Francesco Testi: “TENTO’ ANCORA UNA VOLTA” per i tipi della grande casa editrice Albatros. Che dire di più? Sei un mito Francesco!!!  In questi tempi di paura dovuta alla pandemia, tu riesci addirittura a pubblicare un romanzo?! Impareggiabile, semplicemente… The genius!
Il libro è in tutte le librerie e pure in formato e-book on-line. Non possiamo svelare granché sul contenuto, ma c’è già chi lo ha definito sconvolgente, ma necessario… Un romanzo d’esordio elettrizzante e spassoso, forte come un pugno nello stomaco. Ma anche divertente e ironico, poetico e sognante… 
C’è tutto Francesco, direte voi.
C’è tutto il mondo.

 

Il 5 Dicembre 2019 nasce ad Arezzo Giorgio Testi.
Il figlio di Francesco Testi ed Annalisa Bianchi è già stato soprannominato figlio d’arte… La benedizione al Teatro Da Camera in Roma è stata effettuata durante lo spettacolo “L’armadio di famiglia”, il thriller psicologico tratto da “Il malinteso” di Camus, che ha fatto saltare sulla sedia la platea per tutte e 4 le date… Che notizia ragazzi!!! Finora c’avevate stupito, ma adesso ci fate girare le orbite come due coglioni di mulo! Benvenuto al mondo Giorgio Sabatino John!!!!!!!! Mio Dio, che meraviglia!
(In foto: Francesco e Giorgio Testi al Teatro Da Camera)

 

Il 12 Ottobre 2019, il Teatro Da Camera ha inaugurato il suo ottavo anno!!!!!!!!  Con “Stella brillante” il Premio Plauto Francesco Testi si supera con un’interpretazione a dir poco magistrale, che oltretutto trasfigura il suo personale sentimento della paternità… Impareggiabile! E Annalisa Bianchi lo segue a ruota, con una scenografia ai limiti dell’encomiabile: un albero di carta di giornale, l’albero della scrittura… Tutto esaurito per quello che è stato definito già il monologo dei monologhi! Siamo fieri di voi, ragazzi, sempre e per sempre!!! W l’arte drammatica! W l’arte! W il Teatro Da Camera!

 

Il Teatro Da Camera di Francesco Testi e Annalisa Bianchi chiude il suo settimo anno!!! Complimenti ragazzi… Dopo aver presentato il suo magnifico libro di poesie “Ma il cuore restava indietro” e aver messo in scena il tragicomico “Cos’è successo ad Arthur?”, il thriller  sugli strascichi del nazismo “Segreti” e il gran finale “Happy end” sulla vita di un bibliotecario depresso, Francesco Testi si riposa sugli allori: 43 diversi allestimenti in soli 7 anni di direzione artistica, per un totale di circa 150 repliche… Incredibile! Egli sta diventando più di un dio…  Ormai è assodato: il suo Teatro ha imposto il primato dell’Essere sull’Ente.

 

 

 

 

 

 

Il 30 Dicembre 2018 esce il nuovo, attesissimo libro di Francesco Testi: “MA IL CUORE RESTAVA INDIETRO” (Ed. Helicon). Il PoetAttore sceglie la Feltrinelli di Arezzo per la prima presentazione ufficiale della sua nuova silloge, e chiama a raccolta (in quella che è stata giustamente definita una vera e propria festa della poesia) tanti vecchi amici… Cristiana Vettori e Annalisa Bianchi hanno parlato magnificamente del libro insieme all’Autore, mentre Matteo Saccà e Rossella Pugliano hanno deliziato la sala strapiena con la loro musica universale. Massimiliano Caldaro ha invece sorpreso tutti con un monologo per soli virtuosi dal Faust di Pessoa… Che dire di più?!? Imperdibile, semplicemente. Ah, dimenticavo! Come se non bastasse, Francesco Testi ha declamato i suoi stessi versi, in un reading emozionato ed emozionante come solo lui sa fare… E tutto gratis!!!!!!!!!!!! Complimentoni Francesco, non vediamo l’ora di leggere la tua nuova opera poetica, magari davanti al camino… Mentre infuria e sbatte il vento di Gennaio. GRANDE!

 

 

 

 

 

BUON NATALE HARRY

Il Teatro Da Camera chiude il 2018 splendidamente, prima con il thriller grottesco “L’ospite”, poi rispolverando uno dei suoi cavalli di battaglia: quel “Buon Natale Harry” (in foto) che nel lontano 2012 diede i natali veri e propri a questo atelier teatrale davvero unico al mondo! Complimenti Francesco e Annalisa, il vostro mondo è un po’ anche il nostro ormai… Ogni spettacolo è un regalo impagabile! W l’arte libera, w l’estro!!!

 

Esperto ormai d’arte monologica, come direbbe Gottfried Benn, Francesco Testi inaugura nell’Ottobre 2018 il settimo anno del suo Teatro Da Camera!!! Il suo spettacolo “FUGA”, con il puntuale contributo alle scenografie e all’organizzazione di Annalisa Bianchi, è un tripudio di emozioni e commozione, un viaggio nel dolore, ma con il sorriso nel cuore… Il pubblico gioisce con le lacrime agli occhi! Che dire, Francesco e Annalisa, con un inizio così, come sarà il resto della Stagione 2018\19?!? Vi seguiremo passo passo, sicuro!!!  Siete davvero imperdibili… Ancora complimenti.

Nel Giugno 2018 Francesco Testi ha preso parte in qualità di attore al film del giovanissimo Alessandro Prato: AGRODOLCE. La pellicola, prossimamente nelle sale, segna l’esordio cinematografico di Francesco. Nel film girato a Cremona, anche Beppe Arena, grande maestro di teatro e di vita del nostro, nonché monsignore di famiglia (!). In una recente dichiarazione sul web, il PoetAttore sembra aver detto: “Stare sul set con Alessandro e la sua troupe è stato fantastico: questi ragazzi non sono ricattabili, perché credono soltanto ai loro sogni. Questi ragazzi cambieranno il mondo. Anzi, l’hanno già cambiato… Che Dio vi benedica uccellini, con voi sono stato… FOREVER YOUNG.”

(FRANCESCO TESTI)

 

Per l’ottavo anno consecutivo Francesco Testi è la voce recitante del Premio Internazionale Casentino, il prestigioso appuntamento con la poesia e la letteratura  (e molto altro) arrivato nel 2018 alla sua quarantatreesima edizione. Come ricordano le splendide parole di Andrea Pellegrini: “Recita, per chi volesse avvicinarlo di persona, Francesco Testi, nella basilica di San Fedele a Poppi con scadenze annuali, nei giugni luminosi del Premio Casentino, dando la voce alle poesie in gara. Una voce che non si può scordare. Una voce inondante le navate con trascinante passione, commovente forza, che solo un attore come lui capace – ma anche un poeta frattanto nascosto in quell’attore – potrebbe dare. Lasciando il pubblico ogni volta sconvolto dalla bellezza…”

(In foto: Francesco Testi con Annalisa Bianchi e il grande pubblico del Premio Casentino)

Il Teatro Da Camera di Francesco Testi e Annalisa Bianchi macina un successo dopo l’altro e chiude in bellezza il sesto anno d’attività, con ben 7 allestimenti diversi… Roba da Teatro Stabile! Proprio così: “Il ritorno”, “Il correttore”, “L’incontro di Natale”, “Il mio inverno”, “La porta”, “L’oltreuomo” e adesso “La solitudine dei Myers”… Incredibile, complimenti davvero Francesco e Annalisa!!!
Per chi ha letto il bellissimo e personalissimo saggio “FRANCESCO INTERPRETA TESTI” (uscito nel Novembre 2017), forse il Teatro Da Camera non ha più segreti, ma il PoetAttore ha dichiarato in una recente intervista rilasciata ad Annalisa Bianchi: “Questi 6 anni di direzione del Teatro Da Camera di Roma sono stati i più intensi della mia vita, artisticamente parlando… Ho sempre fatto tutto quello che ho voluto… Tutto quello in cui ho creduto. Dedico la mia poesia “Il cielo sul teatro”(da “AUTOBIOGRAFIA IN VERSI”, Ed. Helicon) al meraviglioso pubblico del mio piccolo teatro, una poesia che ho scritto nel lontano 2002, ma che racchiude già in sé tutta la mia idea di teatro in generale e di Teatro Da Camera in particolare… Grazie di cuore a tutti.”
Grazie a te Francesco! Per mano tua, del tuo infinito genio di drammaturgo, regista, attore e poeta, il mondo si emoziona e pensa, scoprendo tutti i volti dell’oppressione… Alla prossima Stagione!!!

PER NATALE REGALATI UN SAGGIO!


La guida illustrata al Teatro Da Camera di Francesco Testi:
gli scritti d’arte del PoetAttore, accompagnati dalla bellissima introduzione e curatela di Annalisa Bianchi.
Se verrai ai prossimi spettacoli del Teatro Da Camera ne avrai una copia-omaggio autografata…
Corri a prenderla!!!

 

“IL RITORNO” di Francesco Testi sulle scene è qualcosa d’incredibile: al Teatro Da Camera è un trionfo di emozioni e applausi, mai visti così infiniti: il PoetAttore è stato costretto a chiedere al pubblico di smetterla di applaudire!!! Si apre nel migliore dei modi, dunque, il sesto anno del Teatro Da Camera di Francesco Testi e Annalisa Bianchi, fondato il 20 Ottobre 2012. “Il ritorno”, drammaturgia e regia dello stesso Francesco, è il trentesimo diverso allestimento messo in scena al Teatro Da Camera nel corso di questi anni, per un totale di 120\130 repliche (Francesco chiede scusa nel riferirci i dati, dicendo: “Ho perso il conto!”). Ci uniamo ai complimenti dei tanti spettatori, orgogliosi d’aver seguito da vicino anche noi uno dei più grandi artisti viventi in circolazione, da molti già considerato un mostro. Chissà cosa ci riserverà la presente Stagione di Prosa 2017-18, iniziata davvero nel segno del genio e della creatività!!!

25 ANNI SUL PALCO
(Lo spettacolo della mia vita)

Circa 25 anni fa, a fine Settembre, disgraziatamente mia madre mi iscrisse alla scuola di recitazione del Piccolo Teatro di Arezzo… Da allora, non ho più lasciato le assi del palcoscenico, in un’avventura che dura ancora oggi.
In questi 25 anni di teatro, ho recitato per 9000 persone come per 9.
Nei teatri più belli d’Italia come per strada.
Per migliaia di euro come per nulla…
E sono stato San Paolo per il Papa e Amleto per la sagra del tartufo, l’avaro dell’ “Aulularia” di Plauto e il giudice D’Andrea de “La patente” di Pirandello, il Faust di Pessoa e il Rigoletto de “Il re si diverte” di Hugo; Dickens in “Canto di Natale” e Sartre ne “La nausea”, Oberon nel “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare e Algernon ne “L’importanza di chiamarsi Ernest” di Wilde; Robert e Jerry nei “Tradimenti” di Pinter e Novecento nell’omonimo capolavoro di Baricco, Anatol di Schnitzler e Albertazzi nel mio “Oltreuomo”, oltre a buona parte dei miei demoni interiori in tutti i monologhi del Teatro Da Camera.
E ovviamente tanti, tanti, tantissimi altri…
Anche se, a pensarci bene, niente m’ha emozionato di più che declamare per la prima volta le mie poesie in pubblico.
Nel cammino, ho incontrato attori straordinari e attori mancati, meravigliosi compagni di viaggio e acerrimi rivali, registi indimenticabili e registi da dimenticare, maestri di vita e maestri di morte…
Ma ho sempre dato l’anima, giuro: sempre. Ad eccezione, forse, delle rare, rarissime occasioni in cui non sono riuscito a trovarla o ero troppo stanco anche solo per andarla a cercare.
Spero tanto di non avervi deluso… In ogni caso: grazie comunque, io mi sono sempre divertito… Sì, nonostante le numerose difficoltà, sono ancora quel fanciullo che gioca in giardino ad intrattenere gli amici con le sue “scenette”. E non vuole saperne di rincasare…
A un’audizione romana, tempo fa, un regista mi disse: “Hai un bel curriculum, veramente. Ma non sei nessuno… Non c’hai un mestiere in mano… Non c’hai un cazzo, Francé: non sei nessuno!”
Forse è vero, non sono nessuno.
Forse non sono neanche un attore… Ma finora ho recitato così bene da farvelo comunque credere, e questo mi basta (!).
(Forse quel tizio voleva convincermi a lavorare gratis).
A dirla tutta, lo ammetto, nei momenti di sconforto, mi vedo già in una casa di cura o in un ospizio per attori (quello di Bologna dicono sia bellissimo), a vagare in cortile, alla ricerca di vite già perse…
Eppure, in fondo e in fine, nel profondo di me stesso non c’è dubbio ch’io mi senta il più fortunato degli uomini a poter vivere una vita d’artista: in altre parole, una vita piena…
Brindo allo spettacolo della mia vita, allora!!!
Con tutto il cuore.
(E con buona pace di tutti gli stronzi).

(FRANCESCO TESTI) 

Per il settimo anno consecutivo Francesco Testi è la voce recitante del prestigioso Premio Internazionale Casentino 2017, che per la sua quarantaduesima edizione, annovera tra i Premi d’Onore anche Vittorio Sgarbi e Tommaso Cerno.
Che dire… Complimenti Francesco!!! “Dopo aver chiuso il quinto anno di attività del mio Teatro Da Camera” ha dichiarato il poetattore “sono davvero onorato di poter vivere l’emozione di un altro Premio Casentino… Ogni anno è come la prima volta… Mi rendo conto che la mia vita d’attore e quella di scrittore si incrociano e si travasano l’una sull’altra, sempre di più, fino al completo sconfinamento… Tra arte e culo, amore e morte, sacro e profano, libri e buon vino, la mia dark star procede a manetta lungo l’autostrada della libertà e della creazione… Grazie a tutti!”

(In foto: Francesco Testi e Annalisa Bianchi con Vittorio Sgarbi al Premio Casentino 2017)

Pazzesco, Francesco! Ma come fai a fare tutto quello che fai?!?
In tournée con “Le rose del mistero”, diretto dal grande Sergio Pisapia Fiore, il nostro cavalca l’onda dei teatri con baldanza e allegria contagiosa… E si gode la bellezza del grande teatro! Senza però adagiarsi troppo sugli allori: al Teatro Da Camera la complice Annalisa Bianchi lo aspetta per realizzare insieme un sogno dopo l’altro: “Scomparso” tratto da Bergman, “Lo sguardo di Larry” sulla criogenesi e, infine, “L’altro da me” dal re del brivido Stephen King! Con quest’ultima chicca horror, il PoetAttore si congeda anche quest’anno dalle intime scene del Teatro Da Camera, in vista delle vacanze estive… Ma non temete: al più presto tornerà in scena per conquistare ancora, in punta di piedi, i nostri cuori!
Buona vita a tutti!!!
(Nella foto: Francesco Testi con il Maestro Sergio Pisapia Fiore)

Diviso piacevolmente tra tournée nazionali (IL FACCENDIERE di Balzac) e drammi da camera, Francesco Testi chiude l’anno in bellezza con “VERSO NATALE”, il reading poetico tratto dai due libri di Francesco: AUTOBIOGRAFIA IN VERSI e SENTO DELLE PERSONE IN GIARDINO, un viaggio nella musica delle parole, dal battesimo del grande poeta Rodolfo Tommasi, all’ultima Rassegna Internazionale del LIbro di Pesaro, passando per gli allori del Premio Tagete e del Premio Casentino e per le tantissime presentazioni-declamazioni in giro per l’Italia, luoghi della memoria… Il Teatro Da Camera è ormai un fiume in piena d’estro e creatività, con la fida Annalisa Bianchi, che con AUTUNNO, UNA STANZA sbalordisce il pubblico con una scenografia di foglie surreale e onirica, l’albero della vita. Intanto, il musicologo Gianni Di Frischia illumina la platea di passione e cultura, nell’intervento di fine anno, tutto teso a svelare i ponti tra l’opera poetica di Francesco e l’universo della musica. Il Teatro Da Camera ringrazia commosso ed esaltato!!!

 

 

 

Incredibile ritorno in pista di Francesco Testi: che ottobrata! Alla Rassegna Internazionale del Libro di Pesaro, il nostro presenta il mitico “Sento delle persone in giardino” (Edizioni Helicon); a Firenze debutta con lo spettacolo “Il faccendiere” di Balzac, per la regia del Maestro Sergio Pisapia Fiore, in tournée dal 18 ottobre; al Teatro Da Camera inaugura il suo quinto anno, con lo spettacolo “Sono stato cattivo”, scritto, diretto e interpretato da lui stesso, con l’immancabile scenografia e organizzazione generale di Annalisa Bianchi… Francesco, ma non ti fermi mai?!?

Anche quest’anno (è il sesto anno consecutivo ormai) Francesco Testi è la voce recitante del prestigioso Premio Internazionale Casentino 2016.
“Recita, per chi volesse avvicinarlo di persona, Francesco Testi, nella basilica di San Fedele a Poppi, nei Giugni luminosi del Premio Letterario Casentino, dando voce alle poesie in gara. Una voce che non si può scordare. Una voce inondante le navate con trascinante passione, commovente forza, che solo un attore come lui capace, ma anche un poeta frattanto nascosto in quell’attore, potrebbe dare. Lasciando il pubblico ogni volta sconvolto dalla bellezza, Testi lo è ogni volta dal turbamento. “Ritorno dalla pietra verde di San Fedele”, confessa, “come si ritorna da un altro pianeta”. Perché così è Francesco Testi. Un poeta. Che ha seguito altri poeti per dar loro una voce.“E sono più ricco di un miliardario”, infine dice.” (ANDREA PELLEGRINI)

 

 

 

Dopo “Davanti al mare”, lo spettacolo con la musica dal vivo del maestro Biondi, e la fantastica riflessione sulla vecchiaia de “La primavera di Lars”, Francesco Testi e Annalisa Bianchi chiudono in bellezza il quarto anno del Teatro Da Camera (ben 7 spettacoli diversi solo nell’ultima Stagione!!!) e si apprestano a vivere le vacanze… Prima però riscuotono ancora successo all’Enoteca Letteraria di via Quattro Fontane in Roma, dove presentano l’acclamato libro di Francesco Testi “SENTO DELLE PERSONE IN GIARDINO”, insieme al raffinato intervento di Gianni Di Frischia, teso a gettare un ponte tra poesia e musica, riscontrabile nell’ultima opera poetica di Francesco. Che altro aggiungere?! Ma le dichiarazioni pubbliche di Francesco e Annalisa a proposito del Teatro Da Camera! Dichiarazioni che hanno già commosso il pubblico della Capitale! Eccole riportate qui di seguito…

“Se è vero quello che dice Tolstoj, e cioè che l’arte è uno dei grandi mezzi per riuscire ad unire gli uomini, allora Anna è il più grande artista che io conosca… Grazie davvero a tutti per questa splendida stagione!”
(FRANCESCO TESTI)

“Il Teatro Da Camera è un teatro quantistico, essenzializzato, in cui ogni sospiro, ogni sguardo, entra in punta di piedi nell’anima dello spettatore e la emoziona. Sempre sospeso tra arte e vita e con la precisione di un miniaturista giapponese, Francesco porta sul palco della sua interiorità, una nuova forma di autobiografismo, dove il velo tra realtà e finzione si dissolve piano piano, quasi a colpi di scena…”
(ANNALISA BIANCHI)

E’ tutta una festa a casa di Francesco e Annalisa!!! Il Teatro Da Camera registra infatti il sold out per gli eventi del 2016: ATTACCHI DI SILENZIO e DISGELO, scritti, diretti e interpretati dal grande PoetAttore toscano, con il consueto supporto alla scenografia e all’aiuto regia della moglie, fanno impazzire il pubblico… Ormai l’arte è di casa in via di Monte Del Gallo!!! E adesso, che succederà? La Stagione è ancora lunga… Che cosa starà architettando ancora il genio di Francesco Testi? To be continued…

 

Francesco Testi saluta il pubblico con la Lectio Magistralis “PER AMORE DEL NATALE”, che registra il pienone come di consueto: al Teatro Da Camera si parla d’amore, di Natale, di ossessioni, di massimi sistemi, di chiaroscuro poetico dell’anima! Che dire di più? Annalisa Bianchi e Francesco Testi sono una melodia incredibile, che effonde luce da tutti i pori… Buon Natale e Felice 2016 a tutti voi dal Teatro Da Camera!!!

Il 26 Novembre 2015, Francesco Testi viene insignito del terzo Premio Tagete per la Poesia 2015, per il suo ultimo, straordinario libro: “SENTO DELLE PERSONE IN GIARDINO” (Edizioni Helicon). La cerimonia si è svolta nella bellissima Sala dei Grandi, al cospetto di autorità, tv e giornali. Il prestigioso Premio Letterario è stato dedicato a Dante Alighieri, a 750 anni dalla nascita. Congratulazioni Francesco, un altro trofeo ti incorona con il lauro del Poeta!
La stagione del Teatro Da Camera prosegue a manetta, promettendo bene davvero: “GLI OCCHI DELLA NEVE” strega il pubblico con un’atmosfera a metà strada tra Hitchcock e Carpenter, passando per dilemmi morali e sociali attualissimi. Francesco Testi insieme ad Annalisa Bianchi creano uno spettacolo da paura,  per la scenografia particolarissima e suggestiva, oltre che per la drammaturgia incalzante e piena di colpi di scena… Il vostro brivido di Natale!

Dopo un’estate di viaggi esistenziali all’insegna della dolcezza del vivere, Francesco Testi torna nella città più bella del mondo. E lì ritrova l’affetto, il calore del pubblico del suo Teatro Da Camera: sold out per le prime repliche di “PRIMA CHE SIA INVERNO”, lo spettacolo inaugurale della quarta stagione 2015-16. Francesco Testi e Annalisa Bianchi salutano il nuovo anno di eventi, arte e cultura con grande giubilo. W il Teatro Da Camera! W Roma! W la vita!!!

 

A “LIB(E)RI D’ESTATE” Francesco Testi firma copie del suo libro: SENTO DELLE PERSONE IN GIARDINO.
Con lui parla dell’opera Cristiana Vettori. Buona estate a tutti!!!

 

Grande bellezza al Caffè Vasari per il reading poetico di Francesco Testi SENTO DELLE PERSONE IN GIARDINO, “una serata all’insegna della poesia, dell’arte, della musica e dell’amore per la mia terra” ha detto Francesco “di cui questa splendida Piazza Grande è sicuramente il simbolo a me più caro… Presentare il mio libro qui, è stata una vera e propria festa del cuore! Grazie davvero a tutti…”


 

“Nello splendido giardino di Piazza Grande,
 incontriamoci al Caffè Vasari,
mia seconda casa,
luogo di nascita di tante mie poesie,
metafisico teatro del mondo.
Proprio lì declamerò i miei versi e ne parlerò con voi,
nel dolce abbraccio della musica, dell’arte e della parola.
Al Caffè Vasari!”
(Francesco Testi)

 

Nel Giugno 2015 Francesco Testi riceve la MENZIONE D’ONORE per la Poesia Edita al quarantesimo Premio Internazionale Casentino, per il libro “Sento delle persone in giardino” (Edizioni Helicon). Complimenti!

Con “David!”, lo spettacolo con il Maestro Biondi sulla vita di David Helfgott, Francesco Testi supera se stesso e va in amore: al Teatro Da Camera si piange a dirotto! Ma non finisce qui: presto l’evento di chiusura “Autoritratto da vecchio”, il monologo di Francesco sulla senilità che chiude la straripante terza stagione del Teatro Da Camera, oramai uno dei centri culturali più importanti della Capitale. Intanto LA NAZIONE parla di Francesco a proposito dello spettacolo “Non ti conosco più, amore mio!”, con il Maestro Sergio Pisapia Fiore, in tournée per l’Italia. Alla grande!

 

 

Grande successo al Teatro Da Camera: “Senza perdere del tutto il Natale”, “La stanza del curato” e il recital poetico “Sento delle persone in giardino” (tratto dall’omonimo libro di Francesco Testi) hanno registrato il tutto esaurito. Prima di allestire nuovi spettacoli, Francesco si appresta ad affrontare la nuova Tournée Nazionale col maestro Sergio Pisapia Fiore e la sua Compagnia in “Non ti conosco più, amore mio!”, commedia brillante di Marisa Tiboni. Nel frattempo però “Sento delle persone in giardino” approda al meraviglioso Teatro Della Sapienza di Perugia, Mercoledì 4 Marzo 2015, ore 21. Con Francesco Testi e Annalisa Bianchi.  Magnifico!

INTERVISTA ESCLUSIVA
A FRANCESCO TESTI
PER L’USCITA DEL SUO NUOVO LIBRO

-Di cosa hai paura Francesco?
-Di tante cose… Mi sento in pericolo, ecco. Come se il mio libro potesse suscitare scompensi, scandali… Ma la verità viene sempre a galla in un modo o nell’altro, prima o dopo, in un verso o nell’altro.
-Vuoi dire che in questo libro ti sei svelato?
– Diciamo che ho provato a descrivermi senza più veli… E visto che si scrive finché si ha qualche segreto da raccontare, questo inevitabilmente è il mio ultimo libro.
– Dicono che la scrittura sia un modo per conoscersi, per non rimanere estranei anche a se stessi. Intendi così la scrittura?
– Quando scrivo è come se morissi in scena, durante un mio spettacolo: per un attimo la platea non capirebbe: “Sta fingendo? O è morto per davvero?” Ma soltanto se il pubblico (i lettori) si affacciasse per capirlo, mi animerei…
– Cos’è per te la poesia?
– La poesia è quello che resta quando un lager chiude finalmente i battenti.
– Quello che racconti in questo libro, ti è successo veramente?
– Mentirei se dicessi che ho scritto le cose che mi sono successe, come se si trattasse di una cronaca o di un documentario… Ma ho scritto sicuramente le cose che ho vissuto, questo sì. Ed è stato come respirare… Mi sembrava di viverle unicamente per scriverle.
-Così non ci si capisce più nulla.
– Esatto! Si vive per scrivere e si scrive per vivere, fino alla scomparsa dei confini… Un po’ perché si può vivere solo in differita, come diceva Carmelo Bene, e un po’ perché, secondo me, dobbiamo imparare piano piano ad estinguerci. L’altro giorno, in edicola, per un attimo non ho capito se quello spazio, quegli individui erano reali o se invece li aveva partoriti la mia immaginazione o.. entrambe le cose… Ah, libertà, libertà… mia unica alternativa.
– Hai mai amato tanto da scordarti completamente di te stesso?
– Mai. Ma il vero amore ti frega sempre: dove non riesce a renderti umile, ti umilia.
– E il sesso… è un problema?
– No, ma credo di non averlo ancora conosciuto veramente… Il mio pensiero è ancora vergine, ecco. Però, devo dire che mi piace molto essere oggetto di desiderio.. Una ragazza del Liceo mi faceva delle scenate pazzesche, solo perché non la corteggiavo. Dopo quasi un anno di scenate mi disse che si vergognava da morire, perché le sembrava d’aver chiesto tutto l’anno l’elemosina ad un barbone…
– E i tuoi amichetti?
– Alcuni mi sfottevano, uno addirittura non faceva altro che chiedermi: “Ma almeno gliel’hai vista la fica?”. Non ho mai risposto. Per rispetto, capisci?
– Certo… Quand’è che hai iniziato a scrivere e perché?
– Non saprei dirti quando, esattamente.. Ero piccolo, comunque. Mi ricordo quando lessi una poesia del Petrarca a mia nonna, tutto fiero. A fine lettura, mi disse di non averci capito nulla e che preferiva guardare la tv, perché lì si capiva tutto. Me la presi tantissimo, come se m’avessero ammazzato. Fu allora che capii che degli artisti il mondo poteva anche fare a meno. Un crollo. Da cui mi salvai con l’indifferenza: avrei fatto la mia strada ad ogni costo, comunque, senza pensare più a niente e a nessuno, via tutti i problemi del mondo: l’arte avrebbe imperato. Mi dicevo: tanto il tempo passa per tutti e quando saranno alle strette, allora mi rimpiangeranno. Ma intanto io avrò già tolto le tende.
– E oggi?
– Oggi la penso diversamente. L’indifferenza è sempre un delitto. E a volte non basta una vita a piangerlo.
– Ma la tua famiglia ti comprende, ti segue nella tua vita d’artista?
– Se parli di mia madre e di mia moglie, sicuramente sì. Ma sai, la natura porta a strane parentele, che l’anagrafe non comprenderebbe. Ma di questo lascio parlare il libro…
– E’ difficile vivere alla giornata?
– Un po’ sì, devo ammetterlo, ma non posso farne a meno. A volte mi sento un sadhu, a volte un solitario senza nessun senso della vita sociale, un monaco mancato..  Altre volte un infaticabile disoccupato. E pensare che mia madre ancora non capisce che anche quando dormo sto lavorando…
– (Ride)
– Che fai?
-Hai mai pensato ad insegnare il tuo stile di vita?
– Non si può insegnare la follia.
– Perché no?
– Staremo a vedere… Per adesso, non voglio far niente che non mi venga naturale fare.. Non voglio finire come il Dalai Lama, quando i comunisti cinesi hanno saputo che poteva non avere eredi e allora gli hanno detto: “Che le piaccia o no, lei deve reincarnarsi!”
-Parliamo del tuo libro ora: “SENTO DELLE PERSONE IN GIARDINO”. Leggendolo, si capisce che queste persone del titolo sono vive ma.. anche no!
– Beh, effettivamente, nel libro non c’è una demarcazione netta tra regno dei vivi e regno dei morti.. C’è solo il regno di Dio, ma di quello facciamo parte tutti.
– Che vuoi dire?
– Ho soltanto cambiato punto di vista, ecco, la mia arrogante e immobile weltanschauung. Ho cercato di vedere il mondo con gli occhi degli altri, in generale…
– Manca qualcosa ad un libro così grande?
– La Gloria, sicuramente.
– Arriverà.
– Come fai a saperlo?
– Se fai attenzione, si sente anche lei… in giardino.

 (FRANCESCO TESTI)

 

 

Un sogno che si realizza, così Francesco Testi ha definito la serata di presentazione del suo nuovo libro “SENTO DELLE PERSONE IN GIARDINO” (Edizioni Helicon), che si terrà ad Arezzo, Domenica 21 Dicembre 2014 alla Casa del Petrarca, ore 17,30. Ad accompagnare l’Autore nella presentazione del volume ci saranno tanti ospiti d’eccezione, arte e musica, in una cornice a dir poco unica e universale per fare un omaggio alla Poesia e al suo flusso cosmico irresistibile e ispirato, passionale, come ha detto il PoetAttore. La Poesia è un modo “altro” di vedere la realtà e di interpretarla, ha aggiunto, e sono felicissimo di riscoprirla nella mia città, quella città del silenzio in cui ho immaginato di scrivere il mio libro, anche vivendo a Roma o altrove: il giardino del titolo è, credo, sempre quello di via Tortaia 8…

 

 

Dopo la ripresa teatrale de “Le sorprese del divorzio”per la regia di Sergio Pisapia Fiore e la produzione del Centro Nazionale Teatrale, Francesco Testi torna a calcare le scene del Teatro Da Camera. A Novembre è infatti”Il mio amico teatro” il titolo che inaugura il terzo anno del Teatro Da Camera, con le scene di Annalisa Bianchi e la regia di Francesco Testi. Francesco, in scena da solo, ha anche scritto il monologo, traendolo da un racconto di Arthur Schnitzler, primo amore teatrale del poetattore.

 

Il 4 Ottobre 2014, Francesco Testi si è sposato. La notizia è ufficiale. Tante le indiscrezioni sull’evento, ma fonti ufficiali confermerebbero comunque che il matrimonio si è celebrato in Campidoglio alle ore 10,30 circa, ad opera del critico teatrale Matteo Lo Presti e che la sposa fosse proprio lei: Annalisa Bianchi, la compagna di sempre. Proprio così, la coppia che non scoppia dal lontano 1999, lo scorso Ottobre avrebbe consolidato la propria intesa nella capitale. Grande la gioia di testimoni e astanti. Insolita, senza dubbio, la scelta del ricevimento a Grosseto, a Gli Attortellati, il ristorante preferito di Francesco e Annalisa. Ancora più bizzarra però, la scelta di far celebrare il prematrimonio a Beppe Arena, regista di teatro noto al pubblico come “Tinto Brass della bassa padana”. Il matrimonio si sarebbe concluso con la prima notte di nozze trascorsa alla Corte Del Re, in Piazza Grande ad Arezzo, la città dei due sposi novelli. Il viaggio di nozze, invece, pare sia stato una sorta di pellegrinaggio nei luoghi di Bergman e Strindberg, maestri cari al Teatro Da Camera, il teatro fondato a Roma dalla famiglia Testi. Ci uniamo all’abbraccio di applausi e affetto per questa buona novella, lietamente portata in porto.

Il 25 Luglio 2014 Francesco Testi è stato invitato  nella Residenza Artistica Internazionale di Sant’Ippolito in occasione dell’evento “Incontro con l’artista”. Nel corso della serata il PoetAttore ha declamato le liriche del pittore Giancarlo Bugarin e ha parlato del suo approccio con la poesia.

Tutto esaurito al Teatro Da Camera anche per “Tutta la bellezza del genio”, lo spettacolo-omaggio a Glenn Gould. E tutto esaurito anche per il “Viaggio in verso” di Francesco Testi, che con l’introspezione personalissima di Annalisa Bianchi, ha dato vita all’evento poetico