TEATRO DA CAMERA

                                Via di Monte del Gallo 9, Roma

(Tutti gli spettacoli sono a ingresso libero con prenotazione obbligatoria, ma solo su invito)

L’ARMADIO DI FAMIGLIA

Di e con Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi
Regia: Francesco Testi

Michel e Albert sono due fratelli che non si vedono da tantissimo tempo.
Il primo è scappato di casa per via del cattivo rapporto con la madre,
il secondo cerca l’altro da quando non ha più sue notizie.
Lo ritrova a gestire un albergo tra i nevai della steppa ungherese…
Finalmente i due si rincontrano, ma sono passati vent’anni:
Michel non lo riconosce nemmeno.
Anche Albert fa finta di essere un cliente qualunque,
approfittandone per capire meglio cos’è successo a suo fratello per ridursi così:
un vecchio orso che parla soltanto al suo armadio di famiglia…
Ci sarà una riconciliazione?
Un’odissea esistenziale nel cuore dell’uomo,
tra frammenti d’anima e  rottami di pulsioni…
Ma anche una riflessione sull’incredibile valore dell’arte.

                                                                           Date e orari dell’evento:

Sabato e Domenica 8 e 9 Febbraio
Sabato e Domenica 15 e 16 Febbraio

(Sabato ore 21 e Domenica ore 18)
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

 OLTRE IL BUIO DI UNA NOTTE INSONNE

Scritto, diretto e interpretato da Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi

Da quando ha perso la moglie produttrice in un misterioso incidente,
l’acclamato regista di cinema John Pickman si è ritirato a vita privata,
in compagnia dei suoi pensieri più segreti…
Tutto cambia all’arrivo di David Jenkins,
il detective che con la scusa d’un’intervista,
s’intrufola da Pickman e gli fa il terzo grado…
E’ il momento della verità:
sono voci attendibili o è solo isteria di massa,
il sospetto pubblico per cui Pickman nasconderebbe
più d’uno scheletro nell’armadio?
L’intervista notturna si trasforma in un violento corpo a corpo,
e se da un lato fa luce sulle oscure contraddizioni del regista,
dall’altro anche David si rivela diverso da come si è presentato…
Confessando l’inconfessabile.
Sabato e Domenica 16 e 17 Novembre
Sabato e Domenica 23 e 24 Novembre
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18)
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

TEATRO DA CAMERA  inaugura il suo…  ottavo anno !!!!!!!!

STELLA BRILLANTE

Di e con Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi
Regia: Francesco Testi

Michael Jones ha una vita felice:
scrittore di successo,
ha una moglie meravigliosa dalla quale aspetta il suo primo figlio…
Ma da qualche mese,
Michael è costretto ad una lotta contro il tempo:
una malattia tra le più rare al mondo lo sta distruggendo,
facendolo invecchiare precocemente.
Michael non si dà per vinto
e comincia a confidare i suoi pensieri più intimi e segreti ad un diario.
Non tanto per congelare la vita, quanto per raccontare
quell’incredibile viaggio interiore che è la paternità…
Il destinatario del diario, infatti, sarà proprio lui:
il figlio.
Il pover uomo morirà?
Forse.
Ma non morirà la sua testimonianza.

 

Date e orari dell’evento:
Sabato e Domenica 12 e 13 Ottobre
Sabato e Domenica 19 e 20 Ottobre
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18)
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

HAPPY  END


Lettura drammatizzata di Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi
Regia: Francesco Testi

Il Teatro Da Camera chiude il suo settimo anno!
Un saluto pieno di poesia prima della consueta chiusura estiva…
Grazie di cuore a tutti voi per aver creduto così tanto in questo nostro sogno a due. Vi aspettiamo!!!

Catastrofi ambientali, bombe nucleari,
terrorismo, sovrappopolazione, neonazisti e una politica a dir poco irresponsabile:
in un mondo così, è dura essere ottimisti…
Eppure Fernando ce l’ha fatta.
Sì, la sua è una vera e propria svolta del pensiero:
da bibliotecario depresso che sopporta la realtà solo attraverso i libri,
intrappolato dentro se stesso e in fuga dai coinvolgimenti emotivi,
a uomo riconciliato e aperto a tutti i colori dell’esistenza…
Come ha fatto?!?
Una conferenza.
Che scegliendo d’improvvisare si trasforma in confessione pubblica,
qualcosa che gli permette di ripensare la sua vita
e di arrischiarsi negli oscuri meandri delle sue manie
e delle sue ossessioni amorose…

WEEKEND UNICO:    Sabato e Domenica 11 e 12 Maggio
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18,30)  Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

SEGRETI


Scritto, diretto e interpretato da Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi

Dopo tanti anni di chiusura,
ricompare improvvisamente la vecchia libreria dell’usato
che Stephen amava tanto da ragazzo.
Quando gironzola nella zona industriale e la rivede aperta
è un attimo: entra e non se ne va più.
Non solo gli è familiare il posto, ma anche il vecchio libraio,
il signor Chapman,
gentile e affabile come se lo conoscesse da sempre…
Ma qual è davvero il legame che li unisce?
E chi è veramente il signor Chapman,
il simpatico, erudito vecchietto dal passato avvolto nel mistero?
Un’atroce verità aspetta Stephen alla luce del sole,
come in un thriller esistenziale dove le cose non sono mai quello che sembrano,
ma la vera sfida lanciata alla coscienza è sempre la stessa:
come sopravvivere alla colpa…

Date e orari dell’evento:
Sabato e Domenica 6 e 7 Aprile
Sabato e Domenica 13 e 14 Aprile
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18:30)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

 COS’E’ SUCCESSO AD ARTHUR?

Di e con Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi
Regia: Francesco Testi

Arthur Peters è un vecchio attore celebre in tutto il mondo ormai,
tanto sublime quanto arrogante e scontroso.
Di recente, ha fatto parlare di sé per aver bruscamente interrotto
una fortunata tournée, apparentemente senza motivo…
In realtà, Arthur ha lasciato la compagnia per una specie di miraggio:
una stanza di confine, come la chiama lui, in un hotel sperduto tra le nevi,
dove le leggi spazio-temporali sembrano sovvertite e passato e futuro s’intrecciano…
Molti pensano che stia impazzendo, ovviamente.
Altri, addirittura, temono l’ombra del suicidio…
Sarà un giovane filmmaker, chiamato lì per documentare il tutto,
a cercare di capire davvero cos’è successo ad Arthur.
L’unico modo di scoprirlo, infatti, in un crescendo di colpi di scena,
sembra proprio quello di entrare
nell’antro del mago…
Date e orari dell’evento:
Sabato e Domenica 23 e 24 Febbraio
Sabato e Domenica 2 e 3 Marzo
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18)
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

                     MA IL CUORE RESTAVA INDIETRO

Reading di e con Francesco Testi
Scene , Aiuto Regia e Intervento di Annalisa Bianchi
Regia: Francesco Testi

 Il Teatro Da Camera si trasforma in salotto letterario e presenta al pubblico
il nuovo libro di Francesco Testi “Ma il cuore restava indietro” (Helicon)
con un emozionato ed emozionante reading a cura dello stesso autore
e l’intervento critico di Annalisa Bianchi.
A 8 anni di distanza dal suo esordio (“Autobiografia in versi”)
e a 5 dalla sua opera seconda (“Sento delle persone in giardino”)
Francesco Testi torna in libreria con una nuova raccolta poetica,
intima e personale come sempre e come sempre ai limiti del viscerale…
La nudità dell’amore e del disamore, il canto della gioia e della fatica di vivere, l’appassionata ricerca d’identità nel labirinto dell’esistenza
e la continua contaminazione dei mille frammenti dell’anima,
che tante volte si lacera, a volte si unisce…
L’infinita, fragile libertà di chi osa svelare i segreti più inconfessabili,
fino a farsi specchio del tempo:
la verità come strada quasi impraticabile,
ma che il cuore del poeta ha contemplato a lungo,
nel tentativo impervio di dare ali a quelle radici…

Date e orari dell’evento:
Sabato e Domenica 19 e 20 Gennaio
Sabato e Domenica 26 e 27 Gennaio
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18)
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

BUON NATALE HARRY


Lettura drammatizzata di Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi
Regia: Francesco Testi

A gentile richiesta, il Teatro Da Camera ripropone in forma di lettura
un suo cavallo di battaglia, quel “Buon Natale Harry”
che è stato a tutti gli effetti il suo primo, vero allestimento…
Harry è il classico uomo invisibile: impiegato sulla quarantina,
non ha nessun legame forte, nessun particolare interesse o passione,
nessuna fede politica o religiosa.
E forse è per questo che odia così tanto il Natale,
perché lo costringe a guardare in faccia la sua solitudine, il suo vuoto.
“Buon Natale Harry” è un monologo a cui sono veramente affezionato…
In realtà, è un dialogo implacabile e spumeggiante tra un uomo e la sua coscienza.
Harry è la paura d’amare.
Quella che ti congela l’anima e la lascia in superficie,
incapace di sentimenti autentici, che vadano al di là delle convenzioni sociali…
Sono molto cambiato da quel Natale di 7 anni fa,
quando lo misi in scena per la prima volta.
Eppure sento di avere ancora un conto in sospeso con lui…
Con Harry.
(FRANCESCO TESTI)

Anche quest’anno il Teatro Da Camera invita il pubblico a passare insieme
l’ultimo weekend prima di Natale, per condividere un po’ della sua magia…
BUONE FESTE A TUTTI!!!
(ANNALISA BIANCHI) 

WEEKEND UNICO:  Sabato e Domenica 22 e 23 Dicembre
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18)
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

L’OSPITE

Di e con Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi
Regia: Francesco Testi

Nel suo confortevole chalet di montagna,
il signor Houllebeck, professore di letteratura in pensione,
passa i suoi giorni solitario e malinconico, a scrivere le sue memorie.
A insidiare la routine ci pensa una notte di tormenta,
quando il professore trova per terra, davanti alla porta, un uomo in fin di vita.
Decide di soccorrerlo e lo ospita per qualche giorno in casa sua.
In quella strana convivenza, i due si conoscono e si scoprono:
il professore rivela la sua insicurezza sotto la saggezza dell’intellettuale,
mentre lo sconosciuto ha tutta l’aria d’essere un teppista,
tanto impenetrabile quanto lucido, nell’essere molesto a tutti i costi…
L’incompatibilità tra i due sembra evidente,
eppure si cercano e non sanno mai separarsi del tutto…
Due mondi solo all’apparenza inconciliabili?
Intanto i discorsi dell’ospite accrescono la sua aura di mistero,
facendo pensare ad una vera e propria resa dei conti…
Movente sconosciuto.

Date e orari dell’evento:
Sabato e Domenica 24 e 25 Novembre
Sabato e Domenica 1 e 2 Dicembre
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18)
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

Il  TEATRO DA CAMERA  inaugura il suo…  settimo anno !!!!!!!

FUGA

                                                                                                                     

Di e con Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi
Regia: Francesco Testi 

Kristof è un giovane precario
che vive in un monolocale mal riscaldato di una città senza nome,
con un lavoro che detesta e una storia dura come un sasso:
molto tempo fa è scappato dal suo Paese pur di sopravvivere alla miseria
e dimenticare il suo passato, un inferno etico da cui è costretto a difendersi
e al contempo a reimmergersi con struggente nostalgia…
Ma quel che davvero lo ha reso orfano della tempesta
è stata la fuga dalla madre, fuga che custodisce un oscuro segreto…
Inquieto outsider della quotidianità e insieme romantico sognatore urbano,
giorno dopo giorno Kristof cerca di curare le sue ferite,
ma si scontra con l’indifferenza e la superficialità del mondo circostante,
una società che sembra un deserto umano assoluto…
Eppure alla fine qualcuno lo ascolterà.
Sconfinamento d’amore?
Forse.
Ma da thriller dell’anima…
 

Date e orari dell’evento:

Sabato e Domenica 13 e 14 Ottobre
Sabato e Domenica 20 e 21 Ottobre

(Sabato ore 21 e Domenica ore 18,30)
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

LA   SOLITUDINE   DEI   MYERS


Scritto, diretto e interpretato da Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi

Da quando la madre se n’è andata,
 i fratelli Myers hanno ereditato la grande villa nel bosco dove vivono
come una coppia di separati in casa:
soli.
Sì, pur vivendo sotto lo stesso tetto, i due non si vedono quasi mai, anzi,
mal si sopportano, essendo l’uno l’opposto dell’altro:
Frank è timido e schivo, Bobby è arrogante e aggressivo…
Ma c’è di più.
In Frank cresce il sospetto che Bobby custodisca un orribile segreto.
Qualcosa che ha a che fare con le strane circostanze in cui la madre sarebbe morta…
E più il tempo passa, più quel segreto sembra schiudersi,
rendendo evidente che uno dei due deve andarsene di lì…
Come una specie di indagatore dell’incubo,
Frank si metterà alla ricerca della verità,
fino a quel punto di non ritorno, in cui passato e futuro si fanno presente
e al di là delle nostre reciproche differenze,
ci scopriamo tutti rami dello stesso albero…

Date e orari dell’evento:
Sabato e Domenica 28 e 29 Aprile
Sabato e Domenica 5 e 6 Maggio
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18,30)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

 

L’OLTREUOMO 

 
Di e con Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi
Regia: Francesco Testi

 L’oltreuomo è un testo che ho interpretato nel 2012,
ispirato a quello che ho sempre considerato il più grande attore italiano:
Giorgio Albertazzi.
Lo ritraggo come uno scrittore di scena,
mentre cerca di terminare la sua autobiografia,
ma qualcosa d’incombente cerca d’impedirglielo…
Ho aggiornato il monologo per il Teatro Da Camera, rendendolo ancora più interiore e ripercorrendo il vissuto di un personaggio quasi disincarnato dal vuoto dominante, a cui si oppone con tutta la sua forza, quella forza che è ad un tempo
resistenza poetica e coscienza aumentata: lo spirito stesso del teatro.
L’oltreuomo è un persuaso, la cui parola è così personale da essere già collettiva…
 E’ un irrevocabile seduttore, che si affaccia sul proprio abisso
per distogliersi all’ultimo momento, con un improvviso colpo d’ala…
E’ il sogno stesso di una passione, quella che non conosce standard.
 E’ un demone invisibile ed eclatante,
così autentico e vivo da far risorgere l’infinito nel cuore dello spettatore…
E sia io che Anna, quando andiamo a teatro, lo cerchiamo spesso con lo sguardo.
Cerchiamo quella deliziosa follia con metodo che è, in fondo,
tutta la bellezza del genio.
Quell’immortale abbraccio tra memoria e futuro che è stato e continua ad essere
Albertazzi.
(FRANCESCO TESTI)

WEEKEND UNICO:
Sabato e Domenica 24 e 25 Marzo
Sabato ore 21 e Domenica ore 18,30
(Ingresso libero fino ad esaurimento posti)
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

LA PORTA

Di e con Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi
Regia: Francesco Testi

Germania, anni Venti.
Convinto che Abel Holler sia vivo e vegeto
e continui a scrivere trattati filosofici di nascosto,
Rudolf, giornalista in erba,
si mette sulle sue tracce e lo stana.
In una casa diroccata nelle fredde lande del Nord,
riuscirà ad ottenere una specie d’intervista, ma ad una sola condizione:
la conversazione avverrà attraverso una porta chiusa…
Il ragazzo, come in un percorso predestinato, sarà sempre più incuriosito
dalla personalità enigmatica del grande filosofo, in cui genio e follia coincidono e sembrano far luce sulle condizioni storico-politiche del nazismo,
quel nazismo che già s’intravede all’orizzonte…
Ma chi c’è veramente dietro quella porta? Chi è davvero Abel Holler?
Quali sono i suoi reali intenti?
Un mistero che non resterà tale a lungo.

Date e orari dell’evento:
Sabato e Domenica 17 e 18 Febbraio
Sabato e Domenica 24 e 25 Febbraio

(Sabato ore 21 e Domenica ore 18)
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

IL MIO INVERNO

Di e con Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi
Regia: Francesco Testi

Philip Rosenberg,
grande attore del teatro americano,
ha improvvisamente smesso di recitare.
Problemi di memoria lo hanno portato ad abbandonare le scene,
così dicono le voci più attendibili.
Altre indiscrezioni lasciano trapelare che il suo ritiro sia dovuto a
paranoiche convinzioni sull’incombere della fine del mondo…
Quel che è certo è che per Philip la magia è finita:
senza troppa nostalgia degli applausi,
passa i suoi giorni tra passeggiate solitarie e frammenti di ricordi.
Ma in pieno inverno una ragazza arriverà a lui come per caso,
complicando le cose coi suoi tremendi intrighi erotici…
Per Philip non c’è scampo: sarà sedotto senza pietà.
E nonostante cerchi di resistere in tutti i modi alla tentazione e al desiderio,
qualcosa si risveglia in lui…
In quella vita ridotta all’osso.

Date e orari dell’evento:
Sabato e Domenica 20 e 21 Gennaio
Sabato e Domenica 27 e 28 Gennaio
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

L’INCONTRO DI NATALE

Lettura drammatizzata di Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi
Regia: Francesco Testi

Natale si avvicina e come ogni anno il Teatro Da Camera invita gli spettatori
a passare insieme l’ultimo weekend prima della Vigilia
e a condividere un po’ della sua poesia…
Un uomo di una certa cultura e di una certa età
si appresta a vivere la notte di Natale cenando da solo con la tv,
quando dalla finestra, a dir poco sconcertato,
scorge un senzatetto nel freddo
che si accascia a terra, proprio nel parco davanti casa…
Un po’ per istinto e un po’ per i buoni sentimenti che solitamente il Natale ispira, esce subito a soccorrerlo e lo ospita nel suo appartamento.
Di fronte ad un piatto di minestra, i due parleranno a lungo,
nel tentativo di comprendere il valore della fratellanza e della spiritualità
al giorno d’oggi,
alla ricerca di qualcosa che travalichi i confini delle loro differenze
sociali e ideologiche.
E non sarà per niente facile…
Ma un potente vento di speranza, proverà a spazzare via la neve dal cuore…
BUONE FESTE A TUTTI!!!

Date e orari dell’evento:
Sabato e Domenica 16 e 17 Dicembre
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

IL CORRETTORE

Di e con Francesco Testi                   

Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi                                       Regia: Francesco Testi

 

Charles Wilkes è un acclamato autore di romanzi rosa.
Pur desiderando scrivere opere di maggior spessore,
ha consacrato la sua esistenza al puro business.
Ma quella stanza dove scrive giorno e notte
per mantenere un ritmo da 3 romanzi l’anno,
è diventata ormai un bosco di parole,
in cui l’ispirazione e le sue mille voci

                                     reclamano prepotentemente attenzione: Charles è ad una svolta
e il suo nuovo libro sarà diverso da tutti gli altri.
Sta quasi per consegnarlo all’editrice,
quando si presenta a casa sua un misterioso personaggio.
All’inizio Charles pensa ad un ammiratore invadente,
ma le coincidenze con cui quell’uomo si giustifica ogni volta  sono strane.
E col passsare del tempo si fanno ancora più strane…
In un crescendo di tensione, Charles scoprirà ben presto che quel fanatico
è lì per reprimere con ogni mezzo la sua libertà d’espressione,
fino a standardizzarla del tutto…
Salvarsi da quell’oppressore allora, equivarrà a salvarsi la vita.

Date e orari dell’evento:
Sabato e Domenica 25 e 26 Novembre
Sabato e Domenica 2 e 3 Dicembre

(Sabato ore 21 e Domenica ore 18)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

Il Teatro Da Camera inaugura il suo sesto anno!!!!!!

IL RITORNO

Di e con Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi
Regia: Francesco Testi

 

Dopo dieci anni passati in clinica per problemi legati alla depressione,
finalmente Johnny torna a casa.
Il ragazzo è emozionatissimo e non vede l’ora di riabbracciare i suoi cari,
ma nonostante la sua riabilitazione e il suo equilibrio mentale siano evidenti,
pareti invisibili sembrano sorte nel corso del tempo
e Johnny non sarà accolto come sperava, anzi,
tra violenti scontri verbali e duelli psicologici al cardiopalma,
il suo ritorno
sarà un lungo viaggio nella ferocia di una famiglia ipocrita e intollerante,

 il vero volto di quella società, dove il diverso fatica ancora
a trovare il suo posto nel mondo…
Ma nel cammino, il passato riemergerà con tutta la sua forza e anche Johnny arriverà a comprendere tutto il peso della sofferenza altrui,
fino a scoprire che l’unica via d’uscita, forse,
è quella del reciproco perdono:
una lacrima asciugata dalla vita stessa…
 

Date e orari dell’evento:
Sabato e Domenica 14 e 15 Ottobre
Sabato e Domenica 21 e 22 Ottobre
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18,30)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

 

AI 5 ANNI DEL TEATRO DA CAMERA

“Esattamente 5 anni fa, il 20 Agosto 2012, nasceva in me e in Anna l’idea del nostro Teatro Da Camera… Dio mio, in questo preciso momento mi sento giovane e immortale, non ho parole… Se non questa: GRAZIE!
Grazie a tutti gli amici e gli spettatori (e ormai sono tanti) che hanno creduto in noi… Per me è una specie di miracolo!
Dedico tutto alla persona che con questo teatro si è dimostrata straordinaria donna di spettacolo, oltre che uno spettacolo di donna… Sapete già di chi sto parlando ovviamente, a questo punto, la sua fama la precede:

a Anna!!!”

(FRANCESCO TESTI)

“Grazie piccolo Teatro, in te scopro i misteri della parola dall’interno.
Grazie fragile Teatro, attraverso te abbraccio tante persone di tutte le età.
Grazie giovane Teatro, con te gioco seriamente a fare la scenografa.
Grazie romantico Teatro, tu sei un nuovo sentiero da percorrere con Francesco.
Grazie a tutti voi!
Al Teatro e ai suoi Testi!!!”

(ANNALISA BIANCHI)

“Il Teatro Da Camera di Francesco e Annalisa è un luogo altro, un mondo a sé, una piccola stanza della mente dove puoi trovare di tutto. Eppure non c’è quasi niente… Il mistero stesso della vita!”

(HERBERT CAZZAVACCA)

L’ALTRO DA ME

Scritto, diretto e interpretato da Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi

 Miriam non ci crede ancora,
ma da quando quelle strane telefonate
hanno turbato la loro tranquilla vita domestica,
 suo marito Stephen gliel’ha detto chiaramente:
lui è tornato.
E vuole in tutti i modi farglielo sapere…
Ma lui chi?!
E che cosa vuole veramente?!
All’inizio, Stephen sembra piuttosto reticente,
ma presto sarà costretto a confessare il suo segreto:
se oggi è Stephen Bachman, scrittore di successo,
in parte lo deve ai suoi esordi sotto falso nome,
quando si vergognava a firmare dei romanzacci cruenti,
che vendevano ogni volta milioni di copie…
Qualcuno ha scoperto tutto e nel cuore della notte
lo contatta telefonicamente per ricattarlo…
Le minacce spaventano, ma a Stephen basta poco per capire che  in realtà,
la vera posta in gioco è l’anima…

Date e orari dell’evento:
Domenica 30 Aprile
Sabato e Domenica 6 e 7 Maggio
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18,30)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

LO SGUARDO DI LARRY


Scritto, diretto e interpretato da Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi                                 

 

Donald Van Orton è un uomo d’affari potente e senza scrupoli,
segretamente ossessionato dalla paura di morire.
E’ per questo motivo che ha deciso di farsi preservare criogenicamente,
fino al giorno in cui la scienza potrà curare ogni male…
Nel frattempo, ad occuparsi del suo corpo sarà il Regno,
centro futuristico mentalmente sovrasviluppato, situato sottoterra…
L’ultima notte prima di ibernarsi,
Donald è ospite del Regno insieme a suo figlio Larry,
che ha voluto accompagnarlo a tutti i costi,
nonostante il loro rapporto si fosse guastato già da tempo…
Oscillando tra sonno e veglia, passato e presente, ricordi e visioni,
padre e figlio parleranno tutta la notte,
interrogandosi sul senso profondo della condizione umana…
Quando la realtà supera la fantasia?
E i suoi limiti, sono i limiti stessi della nostra morale?
La risposta, forse, è tutta nello sguardo di Larry,
lo sguardo turbato di chi sa che, volente o nolente,
 quella sarà la notte più importante della sua vita.

 

Date e orari dell’evento:
Sabato e Domenica 11 e 12 Marzo
Sabato e Domenica 18 e 19 Marzo
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18)
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

SCOMPARSO

Di e con Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi
Regia: Francesco Testi

 

Veronica è in terapia adesso.
Non ha mai accettato la scomparsa improvvisa
del suo amato compagno Thomas Tromer, poeta laureato…
Quando è scomparso, quasi dieci anni fa ormai,
erano in vacanza insieme nella loro casa di montagna.
Scomparendo l’uomo, si sa, nasce la leggenda,
e la celebrità di Tromer aumenta di giorno in giorno…
Ma Veronica non si dà per vinta: lei è sicura che lui sia ancora vivo.
Sarà un suo giovanissimo ammiratore ad aiutarla in tutti i modi
nelle indagini e nel coraggioso tentativo di risolvere questo enigma.
Stando ai taccuini di Tromer, infatti, storie balzane emergono
sugli abitanti della piccola comunità montana, luogo della sparizione…
Un viaggio dritto al cuore dell’uomo, con le sue luci e le sue ombre,
i suoi voli e i suoi abissi, la sua passione per il grande mistero che è l’esistere.
L’infinito gioco di specchi di chi si risveglia da un sogno,
per scoprire di vivere proprio la vita che stava sognando…

 Date e orari dell’evento:

Sabato e Domenica 4 e 5 Febbraio
Sabato e Domenica 11 e 12 Febbraio
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

GRAZIE


Di recente ho incontrato il pubblico, era quasi buio. Quel buio in cui sei col cuore dentro la sera e da lontano senti arrivare un lamento di frontiera e domande innevate, e vorresti tanto che l’anima passasse di lì a pisciarti sulla fronte e, così facendo, sapesse sciogliere i ghiacciai dei tuoi pensieri condizionati, mutandoli in un mare amaro, sì, d’accordo, ma pur sempre di sentimenti…
Era quasi buio, dicevo, ed io vagavo errabondo tra i vicoli del centro, quando l’ho incontrato, il pubblico. Usciva da un Caffè antico e fatiscente, come piace tanto a me. Io stavo entrando, invece: i nostri sguardi si sono incrociati per un attimo, poi: “Francesco!” mi ha detto, senza tanti autografi o selfie, solo un saluto. Poi, percependo il mio smarrimento, si è un poco offeso: “Ero a teatro l’altra sera…”; io balbetto qualche parola di scusa, ma lui è già scappato via, sbattendo nervosamente i tacchi alti… Subito dopo, una vecchietta mi carezza il viso e mi sussurra pianissimo: “Tu sei di tutti… Uno come te se l’incula tutti, i rompicoglioni, perché appartiene all’umanità intera, che lo vogliano o no!”; io faccio per ringraziarla, quando un ragazzo giovanissimo, potrebbe essere mio figlio, mi abbraccia forte e mi fa gli auguri per l’anno nuovo, che per me sarà strepitoso, dice. Mentre lo ascolto, scorgo dietro di lui, seduta in disparte, mia madre, che si asciuga una lacrima, come commossa… In quell’istante, il barista mi ordina, senza troppa gentilezza, di chiudere la porta, che entra freddo, grida. Io faccio per chiudere, ma lui continua a vociare, affermando, con  una certa prosopopea, che non si capisce niente nei miei spettacoli, manco fossero in aramaico… A quel punto, dalla toilette, esce improvvisamente, nientepopodimeno che… Gabriele Lavia! E nell’uscire velocemente, mi sorride di sghimbescio, sfiorandomi. Fuori… Beh, fuori c’è addirittura Albertazzi, che lo aspetta, visibilmente scocciato… Che posso dire, io sono completamente sbalordito e per non svenire, m’appoggio un poco al bancone: un caffè macchiato, riesco appena a dire. Ma l’uomo che sorseggia la sua birra accanto a me, si volta e lo riconosco subito: è proprio lui, Luca Carboni! Ovviamente, rimango senza fiato, ma è lui a togliermi subito l’imbarazzo, facendomi i complimenti per lo spettacolo, con la sua proverbiale indolenza. Io ho solo la forza di rispondere: “Tu non sei mai venuto al mio teatro!” “Col cuore sì…” risponde lui con un sorriso, e comincia a canticchiare qualcosa in napoletano, qualcosa di stranamente familiare, ma ne intuisco la melodia solo quando è già lontano: potrebbe essere Caruso, di Dalla, ma non ne sono così sicuro… Davanti alla cassa, nel frattempo, m’accorgo di Anna: “Cosa fai qui?!” le domando inebetito, come risvegliandomi da un sogno. “Sto pagando! Andiamo?” mi dice, richiamandomi alla dura realtà. Gli occhi, intanto, vanno sulla cassiera, e mi rendo conto che è una mia ex, ma lei sembra non vedermi nemmeno. “Come sta Francesco?” chiede maliziosa a mia moglie, che risponde con tutta tranquillità e senza fastidi, anzi, le due parlano affettuosamente come due mamme all’uscita della scuola o come due vedove al mio funerale, a seconda dei punti di vista…
Esco da quel Caffè che muoio dalla voglia di dire soltanto una parola: GRAZIE! Sì, perché lo so che magari mi sono immaginato tutto, ma è stato bello lo stesso! Ho incontrato il pubblico, ed era una specie di mutante, cazzo!!! Proprio come il mare… E quando lo incontri per la prima volta, il mare, dentro di te lo sai che non lo dimenticherai mai.

(FRANCESCO TESTI)

Il Teatro Da Camera presenta:

VERSO NATALE

Reading poetico di Francesco Testi

Introduzione critica e scenografia di Annalisa Bianchi 

Con la partecipazione straordinaria di Gianni Di Frischia

Il Natale quando arriva, arriva.
E il Teatro Da Camera si prepara come al solito
a vivere la sua magia, invitando gli spettatori a passare insieme l’ultimo Sabato prima della Vigilia, con un reading delle più belle poesie di Francesco Testi,
riunite insieme per la prima volta in un evento unico:
dall’esordio di “Autobiografia in versi”, tenuto a battesimo 5 anni fa
dal grande poeta Rodolfo Tommasi, fino all’emozionante
apertura al mondo col fluviale “Sento delle persone in giardino”
(entrambi Edizioni Helicon).
L’opera poetica di Francesco darà vita ad un viaggio intenso e vitale,
irregolare e appartato, un inarrestabile flusso di coscienza tra romanticismo
e sguardo sociale, esperienza individuale e autobiografia collettiva,
passione e follia,
amori reali e immaginari.
Un sogno ad occhi aperti tra i versi delicati del primo libro
e quelli incandescenti del secondo, canti liberi: dalle poesie per Roma
a quelle per i tanti artisti incontrati sul palcoscenico della vita,
da quelle dedicate alla natura, fino a quelle natalizie
d’ispirazione religiosa.
“La poesia è la via segreta delle parole”, ha detto di recente l’autore,
“e in quella via, io mi sento ancora alla ricerca del mio verso natale…”

BUONE FESTE A TUTTI!!!

Data e orario dell’EVENTO UNICO:  Sabato 17 Dicembre ore 21
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

AUTUNNO, UNA STANZA
di e con Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi
Regia: Francesco Testi

Ogni anno, quando arriva l’autunno,
il drammaturgo Max Gustafsson si trasferisce nel suo chalet
tra i boschi dell’Ostergotland,
in cerca d’ispirazione per una nuova pièce.
Metafisico come pochi, grande amante di memorie che s’intrecciano
col fascino dei paesaggi autunnali, Max coltiva tutti i sogni e le ombre
della sua creatività, in quella stanza di legno dove il tempo sembra non esistere
e l’uomo riprende contatto con se stesso: a volte,
quando esce nel boschetto di pioppi davanti casa,
ha come la sensazione di aver ricucito insieme tutti i pezzi della sua vita…
Ma verso sera, all’imbrunire, un senso di vertigine lo assale
e si sente terribilmente solo…
Preoccupato per lui, Ingmar, il domestico, lo tiene d’occhio di nascosto,
facendosi spettatore di misteri sempre più incredibili:
con chi parla tutto il tempo Max nella sua stanza?
E di cosa tratta la sua prossima pièce?
Quale inconfessabile segreto ne è il retroscena?
Tutti i legami tra realtà e fantasia saranno rivelati.

Date e orari dell’evento:
Sabato e Domenica 3 e 4 Dicembre
Sabato e Domenica 10 e 11 Dicembre
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18)
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

SONO STATO CATTIVO

Di e con Francesco Testi                                    Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi

Regia: Francesco Testi                                                                       

Sutter Bernhard,
romanziere di successo a cavallo del 2000,
non scrive più un libro.
In crisi creativa ed economica, vivacchia di espedienti,
accumulando debiti su debiti…
Ma una notte d’estate la sua vita cambia per sempre:
Bernhard si ritrova ostaggio di uno strozzino senza scrupoli,
che lo minaccia e lo obbliga a scrivere un nuovo bestseller,
in modo da appropriarsi dei relativi profitti…
Bernhard prova ad accontentarlo, ma allo stesso tempo
trasfigura nel manoscritto l’esperienza subìta,
denunciando almeno“letterariamente”il fatto.
Ma nonostante cambi facce e nomi,
lo strozzino sa leggere benissimo tra le righe…
Una storia di ordinaria follia,
che attualizza il confronto tra l’uomo
e i condizionamenti del suo tempo,
oltre che la sua stessa coscienza d’artista.

Il Teatro Da Camera inaugura il suo quinto anno!!!
Grazie a tutti per averci permesso di sognare così tanto…
VENITE A TROVARCI!

Sabato e Domenica 22 e 23 Ottobre
 Sabato e Domenica 29 e 30 Ottobre
Domenica 6 Novembre 

(Sabato ore 21 e Domenica ore 18)
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

(In foto: Annalisa Bianchi davanti alla Parete dell’Ego (Roma, Theatrum Mundi) e con Francesco Testi nel foyer del Teatro Da Camera)

IL GIARDINO SEGRETO
(Ai 4 anni del Teatro Da Camera)

Caro Teatro

tu sei diventato
incubatrice e prato
laboratorio di regia
e bottega di magia
scrittura vivente di silenzio e voce
vita morente di delizia e croce
attore interiore
cammino d’amore.

Con lei.

In fondo tu sei una stanza.
In fondo tu sei il mondo.

(FRANCESCO TESTI)

LA PRIMAVERA DI LARS

Di e con Francesco Testi                                    Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi

                                    Regia: Francesco Testi

Gli anni passano per tutti, ma Lars, maestro in pensione,
non riesce proprio ad accettarlo: crede di essere solo un peso per gli altri
e si sente inutile agli occhi della giovane moglie Ingrid e di Martin, il figlio
con cui non è capace di avere un autentico dialogo.
Così, pur di sfuggire a quel senso di inadeguatezza, Lars molla tutto:
abbandona casa e famiglia e si ritira in un ospizio.
Ma dal chiuso della sua stanzetta, con la primavera fuori che lo chiama
in ogni modo, un po’ poeta e un po’ barbogio com’è,
il vecchio Lars si troverà a tu per tu con se stesso, mentre ospiti reali e immaginari cercheranno di convincerlo a tornare a casa,
facendogli scoprire che in fondo era felice, solo che non lo sapeva…
Un viaggio nelle pieghe della memoria, ma con la forza del presente.
E dalle tante crepe della mente, come per un colpo di vento
che spalanca improvvisamente le finestre,
riemergono sentimenti e legami dimenticati:
l’infinita azzurrità della vita che ritorna.
(FRANCESCO TESTI)

“Con questo spettacolo di chiusura del quarto anno del Teatro Da Camera,
cogliamo l’occasione per ringraziare il pubblico: grazie per averci sostenuto sempre, per averci consentito di sognare insieme, di regalarci e di regalarvi momenti magici di emozione e di riflessione, di dibattito culturale e sempre umanissimo,
nell’intimo abbraccio di questo piccolo teatro, nella nostra umile dimora…
Grazie di cuore a tutti!!!”                                                                     (ANNALISA BIANCHI)

 Sabato e Domenica 7 e 8 Maggio
Domenica 15 Maggio (Replica Straordinaria)
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18,30)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

DAVANTI AL MARE
Di e con Francesco Testi
Con Gianluigi Biondi al pianoforte
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi
Introduzione a cura di Silvia Ceccarelli e Chiara Mazzarani
Regia: Francesco Testi
M’innamorai subito de “La leggenda del pianista sull’oceano” di Tornatore,
ma solo anni dopo, mentre studiavo allo Stabile di Bolzano, scoprii che quel film
era tratto da un monologo di Baricco, vero e proprio colpo d’ala della
drammaturgia contemporanea… La storia di Novecento, il pianista prodigio nato
su una nave, che non scende mai da quella casa sul mare, mi ha sempre parlato
da vicino, ovviamente. E non solo per gli evidenti tratti in comune
d’inguaribile sognatore, ma anche per quante sfumature il personaggio
racchiude in sé: per molti Novecento è la personificazione dell’arte, per altri
addirittura un angelo caduto dalle nuvole o una specie di martire di se stesso…
Un genio malato, forse, un poeta pazzo? La musica stessa dell’oceano?
Forse è solo un bambino che non vuole diventare grande (non vuole nascere?)
e che per giunta ci riesce, uno splendido disadattato sempre in cerca d’altrove,
un gabbiano libero e felice… Prima di tutto, però, Novecento è un secolo, giusto?
Meraviglioso e terribile allo stesso tempo, equilibrista, sempre sull’orlo della notte
tra ieri e domani… Con tutte queste chiavi di lettura, c’è davvero da impazzire!
Vorrà dire che mi ispirerò a questa figura, cercando il più possibile di comprendere
senza giudicare. Come quando, per un attimo, lo sguardo s’incanta
davanti allo spettacolo della natura…
Vi aspetto lì: davanti al mare.
(FRANCESCO TESTI)

Sabato e Domenica 9 e 10 Aprile

(Sabato ore 21 e Domenica ore 18,30)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

DISGELO

Di e con Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi
Regia: Francesco Testi

Negli spazi sconfinati e innevati della regione dei laghi,
un geniale scrittore di romanzi di spavento (ribattezzato Beckett dai media)
si nasconde dal mondo, per lavorare in completa solitudine.
Per far colpo su Susan, che è in preda all’idolatria per il vecchio romanziere,
il giovane Edward si fa assumere come segretario all’interno della sua
isolata dimora,
pensando che sia l’unico modo per avvicinare l’artista e soprattutto
conoscere l’uomo.
Giorno dopo giorno, Edward si scontra col muro d’incomunicabilità
che Beckett mette con chiunque,
e cerca di alleviare la sua profonda incapacità relazionale
attraverso il tentativo di una specie di amicizia…
Ma qualcosa va storto e Beckett muore in circostanze alquanto strane…
La verità verrà a galla in una notte di disgelo,
la notte in cui, in un visionario flusso di coscienza,
Edward si scoprirà custode di un segreto inconfessabile,
ma in fondo sottinteso.

Sabato e Domenica 5 e 6 Marzo
Sabato e Domenica 12 e 13 Marzo
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18)
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

ATTACCHI DI SILENZIO
Di e con Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi
Regia: Francesco Testi

Mario Edegleo,
regista di fama internazionale, perde inspiegabilmente la capacità di camminare,
alla scoperta del tradimento di Olga, la compagna di sempre.
Gli specialisti pensano ad un blocco psicologico, testimoniato anche dal fatto
che Mario sembra soffrire di improvvisi attacchi di silenzio…
Diffidente nei confronti di medici e psicologi, Mario si chiude in se stesso, confidando le sue emozioni soltanto al suo diario privato.
Riuscirà questo dialogo interiore a farlo uscire dal buio che lo avvolge?
Oppure sarà la stessa ferita narcisistica a farlo crescere e maturare?
Intanto, la storia tra Mario ed Olga si approfondisce,
nel tentativo di recuperare l’amore perduto.

Da anni sognavo di mettere in scena il mio romanzo breve “Diario di un narcisista”, pubblicato in tiratura limitata e sotto lo pseudonimo di Mario Edegleo… Rileggendolo sotto le feste, ho trovato il coraggio di ripercorrere l’intimità
di questo viaggio nell’uomo e nelle sue contraddizioni…

(FRANCESCO TESTI)

Date e orari dell’evento:
Sabato e Domenica 30 e 31 Gennaio
Sabato e Domenica 6 e 7 Febbraio
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18)
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

PER AMORE DEL NATALE

LECTIO MAGISTRALIS DI FRANCESCO TESTI

Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi

Regia: Francesco Testi 

Al Teatro Da Camera

E’ un Natale senza dubbio particolare quello che ci apprestiamo a vivere.
Qui a Roma soprattutto: un Natale blindato, da sorvegliati speciali. Un Natale
terrorizzato, in un certo senso. Ovviamente mi riferisco ai tragici eventi di Parigi
e all’ennesimo ossimoro di una guerra santa…
Pensando a tutto questo, mi veniva naturale dedicare a queste terribili,
ma attualissime tematiche, l’evento di fine 2015 del Teatro Da Camera.
Ma invece ho scelto una storia d’amore.
Sì, una straordinaria storia d’amore
che si svolge proprio a Natale.
Perché ne sentivo il bisogno. Il bisogno di più luce dentro…
E allora concedetemi, vi prego, di non dirvi niente di più e di farvi
una sorpresa di Natale.
Perché la sua magia è importante anche se
“o è Natale tutti i giorni o non è Natale mai”, come dice Luca Carboni,
ma anche perché senza amore saremmo solo “uno strumento che non suona”, come scriveva San Paolo.
Per amore del Natale, allora? Sì, per amore del Natale.
E anche per gridare ai quattro venti che no,
non è morto.
(Francesco Testi)

Data e orario dell’EVENTO UNICO: Domenica 20 Dicembre, ore 18
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

Il Teatro Da Camera presenta:    GLI OCCHI DELLA NEVE
Di e con Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi
Regia: Francesco Testi

Contrario all’ipocrisia delle riunioni familiari che si fanno
solo la notte di Natale
un giovane professore universitario passa la Vigilia
nella discreta solitudine del suo appartamentino,
in un autarchico e prosperoso deserto domestico.
Durante la notte però, accade qualcosa di terribile:
dalla finestra il professore sarà testimone
di un omicidio nell’appartamento di fronte.
La sua lunga notte di Natale sarà allora
un profondo dilemma morale,
nel tenere d’occhio l’assassino.
Intanto una terza persona,
un narratore onnisciente
cercherà di far luce,
a metà strada
tra il silenzio dei
palazzi
e gli occhi della
neve.

Date e orari dell’evento:
Sabato e Domenica 28 e 29 Novembre
Sabato e Domenica 5 e 6 Dicembre
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

Ci siamo.

Il Teatro Da Camera inaugura la sua quarta stagione:

PRIMA CHE SIA INVERNO

Di e con Francesco Testi

Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi

Regia: Francesco Testi

In una specie di bunker postatomico,
Thomas, attore fallito,
si ripara dalle insidie del mondo, convincendosi a poco a poco
che la sua vita è straordinariamente fuori dal gregge…
Così, scivolando tra infantilismo e gloria, in quel sottobosco
proverà a sparire, abbracciando sempre più l’amore per la morte.
Ma un giorno arriva un ospite inatteso, che ridà senso alla sua vita…
Chi è?
Un amico d’infanzia? Un amore dimenticato?
Un’allucinazione?! O una premonizione?!?
Forse solo il ricordo di qualcosa di nuovo,
vestito d’acqua,
preludio d’Avvenire.

Date e orari dell’evento:
-Sabato e Domenica 24 e 25 Ottobre
-Sabato e Domenica 31 Ottobre e 1 Novembre
-Domenica 8 Novembre
(Sabato ore 21; Domenica ore 18)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)

AI TRE ANNI DEL TEATRO DA CAMERA

Esattamente tre anni fa, il 20 Agosto 2012, io ed Annalisa Bianchi, abbiamo partorito l’idea del Teatro Da Camera, un teatro piccolissimo, ma dalla grande anima. Questo teatro in miniatura (quasi un atelier) ci ha davvero dato tanto in questi tre anni, consacrati all’arte del teatro e della vita, e ci ha fatto comprendere in profondità che vita e teatro sono davvero la stessa cosa, con la differenza che la vita non ammette le prove, come diceva Cechov. Quando feci il mio primo spettacolo (in verità era uno studio) al Teatro Da Camera, tre anni fa, sognavo di poter creare davvero qualcosa di mio, di poter fare di me stesso fiamma insieme ad Annalisa, come una stagione poetica in eterna fioritura. Ma sentivo dentro di me che era un’idea bellissima quanto impossibile, una meravigliosa illusione, nient’altro. Oggi ci guardiamo indietro e ci accorgiamo che quell’illusione è vera. E’ una realtà. Scarpe per camminare a piedi nudi sull’anima. Per certi versi un’autobiografia. Un suicidio capace d’inghiottire la morte stessa e d’imporre continue rinascite. Questo per noi è il Teatro Da Camera, con tutta la sua intimità e la sua stravaganza, la sua bizzarria creativa.
Dedichiamo tutta questa Poesia a tutti gli artisti e gli amici che ci hanno accompagnato in questi primi, fantastici, tre anni di sensibilità, di emozione e di riflessione, insomma, in questo viaggio nell’Umano, condiviso con il pubblico, a cui stavolta, davvero, vanno tutti i nostri applausi più commossi… Siamo felici!!!

P.S: Il culo di Anna sorride.

(FRANCESCO TESTI)

AUTORITRATTO DA VECCHIO
Di e con Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi
Regia di Francesco Testi
Una notte insonne passata dentro casa.
Un omicida seriale che si aggira per la città seminando l’angoscia.
Lo specchio del passato.
Il pensiero della vecchiaia come uno schiaffo…
Tutto questo ho immaginato in una solitaria passeggiata notturna, e accanto a me gli alberi ondeggiavano nel vento: di colpo mi sono visto vecchio, vecchissimo di ricordi e di storie, come se per un istante fossi stato rapito dagli alieni e fossi ritornato a casa solo dopo anni ed anni…  Eppure ero stato via per qualche minuto, non di più. Ma la vita è come l’amore: un’eternità che dura un attimo.
(FRANCESCO TESTI)
Con questo pensiero si chiude la terza stagione del
Teatro Da Camera.
Grazie di cuore a tutti!!!
Date e orari dell’evento:
-Domenica 26 Aprile  (EVENTO UNICO)
-Domenica 10 Maggio (Replica a grande richiesta) 

Ore 18,30

 Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa) 

DAVID!

Di Francesco Testi
Liberamente ispirato alla vita di David Helfgott
Con Francesco Testi
e Gianluigi Biondi al pianoforte
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi
Presentazione a cura di Silvia Ceccarelli e Chiara Mazzarani
Regia: Francesco Testi

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“La musica ti respira
suda e ansima le tue dita
dolci divinità del deserto
mentre noi animali da palco
rincorriamo il segreto del tuo sguardo
il miracolo d’averti riconosciuto
prima d’andare via…
David!”
(Francesco Testi, da “Sento delle persone in giardino” Ed. Helicon)

                                             ———————————————–

Lo spettacolo è un chiaro omaggio al grande pianista David Helfgott, al suo genio e alla sua umanità completamente surreale, ma è anche una storia d’amore, di quelle che ti salvano: innamoramento ed ispirazione in David coincidono,anche quando tutto sembra congiurare contro ogni forma creativa dell’
Universo.
Date e orari dell’evento:
-Domenica 15 Marzo (EVENTO UNICO)
-Sabato e Domenica 21 e 22 Marzo
(Sabato ore 21; Domenica ore 18,30)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260 (Annalisa)
Il Teatro Da Camera si trova in via di Monte del Gallo, 9 a Roma

 

LA STANZA DEL CURATO
Di e con Francesco Testi
Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi
Regia di Francesco Testi

Il giovane prete di un paese di campagna
(quella provincia interiore che è la sua stessa anima)
è in preda all’angoscia di perdere la fede e sperimenta ogni santo giorno
il male di vivere, le difficoltà dei fedeli ad affrontare la quotidianità
senza soccombere al disamore e al materialismo imperanti.
Tra tormenti interiori e segrete ossessioni, tra sentieri e galassie,
il curato si troverà così a scrutare gli abissi del genere umano,
fino ad intravederne l’azzurro, l’armonia degli opposti,
la poesia del silenzio,
Dio.

Date e orari dell’evento:
-Domenica 15 Febbraio (EVENTO UNICO)
-Sabato e Domenica 21 e 22 Febbraio
(Sabato ore 21; Domenica ore 18)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260

Il Teatro Da Camera si trova in
via di Monte del Gallo, 9 a Roma

SENTO DELLE PERSONE IN GIARDINO
Di e con Francesco Testi
Scene, Aiuto-Regia e Prolusione di Annalisa Bianchi
Regia di Francesco Testi

Un uomo passa la sua vita a guardare dalla finestra.
Verso sera ha l’abitudine di leggere un libro in compagnia di se stesso.

Di là dal vetro l’inverno lo affascina, ma senza esagerare.
Una sera però inciampa in un libro particolare, che lo prende completamente,
come se l’avesse scritto lui stesso.
E forse è così.
Ai suoi occhi e al suo cuore
le lacerazioni dell’anima si fanno evidenti,
mentre già qualcuno lo chiama da fuori: la finestra sta per aprirsi…

Il Teatro Da Camera presenta al pubblico il nuovo libro di Francesco Testi
“Sento delle persone in giardino” con un recital a cura dello stesso autore
e l’intervento critico di Annalisa Bianchi.

 Date e orari dell’evento:
-Sabato e Domenica 17 e 18 Gennaio
-Sabato e Domenica 24 e 25 Gennaio

(Sabato ore 21; Domenica ore 18)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260
Il Teatro Da Camera
si trova in via di Monte del Gallo, 9 a Roma

Al Teatro Da Camera:

SENZA PERDERE DEL TUTTO IL NATALE
Di e con Francesco Testi
Liberamente ispirato all

a poesia del Natale
Scene ed Aiuto-Regia di Annalisa Bianchi
Regia di Francesco Testi

Stanco
di festeggiare un altro Natale di grandi abbuffate,
un libraio in crisi
si chiude dentro casa a leggere, sperando così di ammazzare
il tempo del Natale.
Ma fuori fa bufera e il vento spalanca la sua porta, fa entrare la neve e
il suo profondo bianco.

E come ripartendo dal vuoto, da quella cultura del benessere che è tecnocrazia
in mancanza di sentimenti,
a notte fonda, il libraio lascerà i libri e tornerà da sua moglie e suo figlio.
Senza perdere del tutto il Natale.
(FRANCESCO TESTI)

 Date e orari dell’evento:
-Sabato e Domenica 13 e 14 Dicembre
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18)
-Sabato 20 Dicembre (EVENTO UNICO alle ore 19)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260

SIGNORE E SIGNORI IN FONDO A DESTRA, DOPO IL BAGNO
ECCO A VOI
IL TEATRO DA CAMERA

Questo ha di bello, soprattutto, il teatro:
che è tanto un luogo meraviglioso e sfavillante, quanto discreto e familiare. Perché sotto le luci della ribalta, mentre stai seduto su sontuoso velluto rosso, tra occhi rapiti di spettatori incantati in mezzo allo scroscio di applausi rotolanti, trovi nient’altro che te stesso, una piega qualunque del tuo animo, la più banale o persino vile onda del cuore, con cui quotidianamente ti confronti.
È per questo che, pur nella meraviglia, non ti stupisci se – percorsa a piedi una strada cittadina sovrastata da un gigantesco cupolone illuminato, una strada normale, piena di macchine e marciapiedi dissestati, velata di umidità come in qualsiasi novembre romano, e attraversato il cancello, percorso il viale lastricato di un normale condominio, e salite le scale fino al quarto piano, varcata la porta, fatto ingresso nell’appartamento di una giovane coppia sposata, ammirato l’arredamento, i tocchi originali, la poltrona con il plaid che fa pensare a serate fredde davanti a un libro, e poi infine attraversato il corridoio fino alla stanza in fondo – è per questo, dicevo, che non ti stupisci, pur nella meraviglia, di trovarti d’un tratto in un teatro. Un minuscolo teatro, sì, ma un teatro vero. C’è in quella stanza un pavimento anni sessanta, ricoperto da un tappeto come in tanti appartamenti, ma in fondo, dopo il pianoforte, non c’è un letto né un divano, bensì un sipario, di velluto rosso come di regola, e ci sono le luci e c’è una platea di divani e sedie. E quando poi tutti si siedono – quel pubblico fatto di una ventina di persone che non diresti possano entrare tutte nella stanza, e invece sì – e si fa buio in “sala” ed il sipario si apre, c’è perfino una scenografia bellissima: un grande, gigantesco libro bianco, e poi, sotto il gioco sapiente di luci, c’è lui, l’attore, uno soltanto. Un teatro insomma, in piena regola, ridotto all’osso, ma perfetto in ogni sua parte. Non è questo il teatro, in fondo? Non è quel luogo buio e intimo che sta ogni giorno, in ogni momento, dentro di noi, nascosto e profondo come l’intimità della nostra casa, di quella stanza in fondo al corridoio nella quale c’è buio e silenzio? E non è forse proprio lì, proprio grazie a quel buio e a quel silenzio, che tuttavia giace la parte più vera ed urlante di noi, quella più scomoda, più animalesca e allo stesso tempo più alta, più illuminata, non è lì che giace, insomma, la verità? E non sarebbe dunque il Teatro Da Camera la più normale ed ovvia espressione del teatro stesso, proprio per questo suo essere sconosciuto e nascosto, perché lontano dalle locandine e dalla promozione, ma allo stesso tempo vivo, pieno di voce, dotato di un moto proprio, impossibile da fermare? Sarà un caso – e lo è, dato che questa esperienza esiste da anni – ma per me, assistere al mio primo spettacolo di Teatro Da Camera in concomitanza con la chiusura del Teatro Eliseo a Roma, assume un significato preciso  e forte, come se il teatro, ucciso nella vita di fuori dall’indifferenza che sminuisce fino ad occultare la verità, impossibile invece da annientare in quella di dentro, continui la sua vita insinuandosi nelle case, lontano dalle grida della vita quotidiana, nel posto più intimo e sicuro, come in un ritorno al ventre materno. Parlava in fondo proprio di questo, lo spettacolo di Francesco Testi, che insieme alla moglie Annalisa Bianchi per passione fa vivere il teatro in casa sua. “Il mio amico Teatro” è tratto dal testo di Schnitzler “Il mio amico Ipsilon”. “Teatro” è un uomo vicino alla follia che vive nei suoi stessi testi, nelle sue poesie, fino ad innamorarsi delle donne che la sua arte crea. L’amico “Teatro” vive chiuso dentro la sua fantasia perché niente, al di fuori di essa, ha per lui un senso, e più il protagonista cerca, passo dopo passo, di riportare “Teatro” al reale, di farlo scontrare con la vita vera, più “Teatro” si lascia scivolare nella sua folle irrazionalità, fino al suicidio, alla morte che è però spunto di vita nuova, per il desiderio irresistibile, da parte di chi resta, di imprimere ciò che è stato in testi nuovi,  in un teatro nuovo, in un ciclo di eterna vita e rigenerazione.
(VALERIA SIRABELLA)
Recensione apparsa in: Gli ottomani

AL MIO AMICO TEATRO
(Corrispondenza tra Anna Tartaro e Francesco Testi)

Cari Annalisa e Francesco,
sto leggendo, rapita, la vostra bomboniera!
Bomboniera, non solo intesa come presente del vostro Matrimonio, ma anche (e soprattutto) come bomboniera, gioiello, tesoro dei vostri anni insieme e della condivisione di una fibrillante passione per il teatro, per l’uomo, per l’anima!
Che bello vedervi ieri sera!!!
Ogni volta avete il potere di scuotere il cuore!
Già, il vostro entusiasmo per il teatro, la cura che mettete nella realizzazione di ogni spettacolo, nell’accoglienza al pubblico, la delicatezza con cui lo fate entrare nell’intimità della vostra casa e delle vostre più riservate meditazioni, hanno l’effetto di commuovere. Commuovere e muovere. Nel senso che mettete in moto uno spirito contagioso che porta, chi vi vede, a seguire anche lui con altrettanta passione e vibrazione le sue proprie passioni.
Vi ringrazio per essere così autentici nel vostro amore per il teatro e l’anima umana e per trascinare dentro  questa irrinunciabile avventura anche noi!!!
Un abbraccio carico di affetto per l’amicizia che mi portate!
(ANNA TARTARO)

Carissima,
ti siamo grati per tutto quello che il tuo sguardo attento e sensibile, come sempre, riconosce nelle nostre forze unite, la mia e quella di Annalisa.
Un artista può anche dimenticarsi del mondo, tirando dritto per la sua strada, nutrendosi della sua stessa ispirazione, e godere del suo vento; può, insomma, portare avanti il suo viaggio di ricerca anche senza più carburante, in attesa dello spegnimento completo del motore. Ma personalmente, spero che non mi succeda mai! Sì, voglio sopravvivermi in tutti i modi ed essere felice nella calorosa intesa, ogni volta rinnovata, con persone magnifiche come te e col pubblico in generale.
A detta di molti, “Il mio amico Teatro” ha superato tutti i miei spettacoli precedenti e ciò mi ha davvero commosso. Io non so fare classifiche, anche perché i miei spettacoli sono dei figli per me e quindi li amo tutti alla stessa maniera. Ma indubbiamente fa piacere sapere che il mondo li apprezza e li ammira. Perché, come ti dicevo, posso amare i miei spettacoli comunque, anche senza il consenso di nessuno. Ma quando il mio tentativo d’assoluta libertà creativa, nel contenuto come nel contenitore, emoziona e coinvolge anche gli altri, è lì che gioisco davvero, perché comprendo profondamente che la mia opera non ricade su me stesso, come potrei decidere o subire di fare comunque, in un delirio di compiacimento o di nobili necessità interiori, che però non raggiungono il pubblico.
Una professoressa mi ha dato persino del rivoluzionario a fine spettacolo, perché secondo lei avrei fondato un teatro d’avanguardia, nel senso che scavalca ogni convenzione… Mah, sono contentissimo per ogni spunto di riflessione che posso offrire o che mi si offre, ma a onor del vero, non ho quasi mai avuto niente contro le convenzioni borghesi (il Teatro Da Camera non è tanto un modo anticonvenzionale di recitare o di allestire, quanto un modo di avvicinare il concetto di teatro a quello di atelier e allo stesso tempo di demusealizzarlo). E poi, rimanga fra noi, per me la scena è un giardino d’infanzia, dove mi diverto ancora a giocare a nascondino col pubblico, sperando di essere visto solo nell’atto di fare tana. Non so resistere alla tentazione e al fascino del mistero, che ogni teatro emana in sé, come una sua naturale poesia, anche nei peggiori dei fraintendimenti immaginabili. Ma di questo è meglio non dire, primo, perché come diceva Wittgenstein, “di ciò di cui non si può parlare, bisogna tacere” e secondo, perché essendo questa dimensione spirituale, una dimensione “irrinunciabile”, come hai detto tu, di sicuro hai già capito tutto, e molto prima di me.
Sei preziosa.
(FRANCESCO TESTI)

IL MIO AMICO TEATRO
Di e con Francesco Testi
Scene ed Aiuto-Regia di Annalisa Bianchi
Regia di Francesco Testi

Fuori faceva freddo come nella più gelida sera d’inverno. Tra i vicoli del centro cercavo disperatamente una sciarpa o almeno un caffè, meglio ancora un salotto col camino acceso oppure una chiesetta ancora aperta. Trovai riparo entrando in un teatro.
Il mio amico teatro l’ho conosciuto da piccolo e da lì non l’ho più lasciato: è un amico davvero speciale.
Non conosce confini ogni emozione che prova e trasmette, e ogni incontro è un paesaggio che si muove. La sua voce è musica e il suo silenzio è poesia.
Perché il teatro è arte. Perché il teatro è un abbraccio. Perché il teatro è interiorità. Perché il teatro è vita, morte e rinascita. Perché il teatro è casa.
E poco importa ch’io rida o ch’io pianga in sua compagnia: l’anima non concede distinzioni di genere.
Essa è nuda e indivisibile, nella sua assoluta libertà d’amare e d’essere amata.

(FRANCESCO TESTI)

Date e orari dell’evento:
-Sabato e Domenica 8 e 9 Novembre
-Sabato e Domenica 15 e 16 Novembre
-Sabato e Domenica 22 e 23 Novembre
(Sabato ore 21 e Domenica ore 18)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260

FRANCESCO TESTI INCONTRA
ANNALISA BIANCHI
(INTERVISTA DAVANTI AL MARE)

F- Anna, due anni di Teatro Da Camera… Un bilancio.
A – Mah… E’ dura, troppi ricordi e troppe emozioni forti… Diciamo che non poteva essere che così. Abbiamo investito così tanto a livello affettivo e creativo, che in qualche modo doveva tornarci indietro tutta questo amore. E’ una sensazione meravigliosa quando succede, comprendi ogni volta che l’amore esiste davvero.
Con fierezza posso dire ormai che questo giovanissimo teatro è una realtà, viva e importante per molti. Sono veramente commossa dell’abbraccio del pubblico, un abbraccio speciale e sempre ricco di sfaccettature. Perché qui il lato straordinario di questo luogo, è che oltre al gioco serio del teatro che metti in scena tu con sapienza e con tutta l’anima, il contatto con gli spettatori è davvero vivificante e concreto, di un’intimità tangibile e destabilizzante. Il pubblico entra ed è subito parte del nostro quotidiano, delle nostre abitudini domestiche e cerca insieme a noi di superare imbarazzi e paure più che naturali ed evidenti. Ma ce l’abbiamo fatta! E’ una rivoluzione vera e propria, un incantesimo che travalica la stessa magia della ribalta, pur andando sempre a braccetto con lei.
F- Annalisa Bianchi organizzatrice, Annalisa Bianchi scenografa, Annalisa Bianchi farmacista! Come fai a fare tutto?!
A – Mi viene del tutto naturale, mi sono sempre divertita a creare opere bizzarre e stravaganti, ad interessarmi a diversi ambiti contemporaneamente. La mia organizzazione come la mia scenografia sono il frutto di questo interesse sempre vivo e fertile, che accoglie e divulga il tuo teatro, la tua poesia. E’ un interesse che ha origini profonde, credo innate… Ed è l’interesse per i rapporti umani, le relazioni, che sono alla base di tutto. In farmacia è un po’ la stessa cosa per me: non ho mai creduto in una sanità che fosse commercio senza umanità, che volesse curare senza mai guarire. Solo con l’ascolto e l’attenzione costanti tutto cambia, e l’arricchimento che ne deriva è infinito e reciproco.
F- La cosa che ti diverte di più.
A – Beh, di sicuro l’idea di far diventare tutta la casa un teatro e viceversa. Le opere create per le scene dei tuoi spettacoli, come ben sai, non vengono buttate al macero a tournée conclusa, ma diventano anzi arredamento, come se abitassimo dentro un atelier, che è anche galleria d’arte e di vita in occasione delle nostre “personali”.
F- Così, non corri il rischio di sembrare figlia diretta della famiglia Addams?
A – Ma magari!!! (Ride)
F- Torniamo seri, dunque. La cosa che ti ha stupito di più.
A – Devo ammettere che è stata la mia capacità di creare scenografie particolari ed originali, senza avere la minima competenza tecnica. Penso alla panchina alta 2 metri de “La dichiarazione d’amore” o al lenzuolo-fondale di “Senza l’uomo”… Ma ancora di più mi ha stupito l’affluenza di pubblico. Incredibile… Non so quante repliche abbiamo fatto col tutto esaurito, costretti a dire di no alle persone o, per loro volontà, a farle stare in piedi… Approfitto ancora per dire grazie. Grazie al cuore grande di Roma!
F- Il complimento più bello che hai ricevuto.
A – Forse alla fine di “Tutta la bellezza del genio”, quando una spettatrice, uscendo dalla platea, mi è venuta a dire commossa: “Grazie per averci dato un po’ di bellezza.”
F- La caratteristica peculiare del Teatro Da Camera.
A – Il fatto che sia un’esperienza davvero forte e unica, fuori dal comune… Lo spettacolo è un vero e proprio film in 3D, ma dal vivo! L’emozione è travolgente per me che conosco a memoria lo spettacolo, figuriamoci per gli altri! Tutto è disarmante e suggestivo perché non c’è distanza, non ci sono transenne o barriere di sorta tra attore e spettatore. In più, la tua regia non è altro che la ricerca di tutto questo, la voglia spasmodica di emozionarti e di emozionare, amplificando sempre quest’essenzialità di fondo, questa profondità cronica e senza mezzi termini.
F- Tout court?
A – Sì, è sempre come se tu volessi strappare l’arte alla sua cornice di spazio-tempo, una cornice che per te è agevolazione da un lato, ma soffocamento dall’altro. Questa cornice è confezione, ma anche segregazione di ogni opera d’arte. E tu ti spingi oltre o questo almeno è il tuo sogno e il tuo bisogno. Ai tuoi spettacoli l’aria che si respira è essa stessa lirismo e quindi va al di là della mera rappresentazione di un testo. E’ un’emergenza che più o meno inconsciamente tutti avvertono… come se quel proscenio per te fosse una specie di pronto soccorso dello spirito.
Questa per me è la tua idea di teatro.
F- Grazie. Lo spettacolo preferito.
A – Domanda terribile… Credo “La dichiarazione d’amore”, per la sua trascendenza, il senso di spiritualità che effondeva… Io piangevo spesso. Abbiamo rischiato molto lì. Tu parlavi con la morte tutto il tempo e non è facile un’operazione del genere, oggi che tutto o quasi è all’insegna dell’evasione e dell’intrattenimento. Non dimenticherò mai l’erba vera sul palco, che tra una data e l’altra cresceva e cambiava colore e profumo, fino a seccarsi e morire nelle ultime serate. Io la annaffiavo sempre prima di andare a letto, e percepivo tutta la nudità dell’opera d’arte vivente, che è il teatro.
F- E sei tu.
A – Come?
F- Per anni ho cercato in tutti i modi di diventare opera d’arte, di non essere più artista, ma opera io stesso… e non capivo invece che quell’opera era lì, sotto i miei occhi tutti i giorni. E le dormivo addosso, le tenevo la mano, cenavo con lei, leggevo con lei e con lei facevo gli spettacoli e l’amore.
A – Devi farti perdonare di qualcosa?!
F- Non sto scherzando. Sei tu l’opera d’arte, il capolavoro che cercavo di essere. Tu, che crei come nulla fosse un dialogo tra scienza e arte. Fu Novalis a dire che ogni malattia è una malattia dell’anima. Beh, allora il medico di quell’anima sei tu, Anna, non c’è dubbio. E tutti ne abbiamo bisogno, oggi più che mai. Io più degli altri.

(Fanno l’amore davanti a tutti)

(Nasce un figlio)

(Lo chiamano Teatro Da Camera).

AL CUORE GRANDE DI ROMA

(CORRISPONDENZA TRA
MATTEO LO PRESTI E FRANCESCO TESTI
SUL TEATRO DA CAMERA)
Cara Annalisa,
grazie per la bella iniziativa alla quale mi inviti ancora una volta, mentre sono a Genova. La tua iniziativa, insieme al bravo Francesco, mi riempie di fiducia nelle infinite possibilità che la cultura offre agli uomini di buona volontà. Ho pensato molto al vostro impegno insieme solitario e solidale. Scegliere di rinunciare alla vastità delle sale teatrali per la più accogliente ospitalità di casa propria, mi spinge a fare riflessioni diverse. Anche voi preferite non far sfidare giudizi più ampli alle vostre ricerche e riparare meglio tra le mura accoglienti del vostro habitat? C’è nella vostra iniziativa un rifiuto delle distrazioni del pubblico teatrale per ottenere migliore concentrazione e giudizi meno severi da una comunità di persone che volete formare con la bravura che mettete in campo? Perché, secondo me, le indicazioni che date sono posizionate su due binari: come nelle altre arti, anche voi siete ripiegati su una dimensione intima e possibilmente più profonda per evitare le uscite in massa dalla caverna platonica, convinti che dalla caverna si esce uno alla volta? Oppure cercate un’intimità dialogante con interlocutori che volete affascinare ed educare con itinerari di poetiche originali e assai suggestive? Perché il rischio, ma anche la tensione, è quello di allettare l’ospite che, presa confidenza con voi, poi si allontani da casa vostra e si trovi più solo di quando era entrato. In fondo il limite della vostra iniziativa è che si viene a contatto anche con il “dietro palco” , cioè si entra a contatto con la vostra intimità, con il vostro cercare e con le vostre curiosità che, almeno a me, capita di volere approfondire e quindi vorrei poi rimanere a cena e magari interrogarvi sui vostri itinerari. Voi esibite le vostre ricerche solitarie, a me piace chiedere e sfidare le mie solitudini, confrontandole con le vostre. Ma questo crea un rapporto pericoloso di intimità. Voi siete ospitali ed aprite la vostra casa. A teatro con maggiore oggettività si entra, si paga e si gode, si critica, si esce e tutto ritorna come prima. Appena sul marciapiede, tutto viene riassorbito nella normalità sociale. In casa vostra secondo me questa oggettività va persa dal fatto che uno ha paura di invadere la vostra intimità, ma allo stesso tempo anche dal desiderio di invaderla e di non andarsene più. Il godimento dello spettacolo ha un suo itinerario, che corre su sentimenti diversi da quelli dello spettatore fruitore e basta. E quindi mentre sono contento degli inviti, ne subisco un po’ il disagio della loro originalità e della loro offerta, che a voi tocca di motivarmi negli interrogativi che ho cercato di disegnare con sentimenti di emozione e di gratitudine per le sfide che proponete in prima persona, che come vedete e leggete mi hanno fatto pensare.
A presto,
con viva cordialità,

Matteo Lo Presti.

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Caro Matteo,
innanzitutto grazie per il tuo scritto che, frutto di argute e anche provocatorie riflessioni, è l’evidente firma di un profondo conoscitore oltre che di un grande critico teatrale.
Hai mescolato e rimescolato i nostri intenti più d’una volta, ponendoci interrogativi importanti, talmente importanti da essere spesso senza risposta. Ma cercherò di rispondere almeno ad alcuni quesiti. La riflessione a cui mi porti, diventa così più che oggetto, condizione stessa dell’esistenza di questo teatro invisibile e concreto.
Devo dirti che non ho fondato il Teatro Da Camera per fuggire da giudizi severi (ti assicuro che ne ricevo ugualmente) o ufficiali, che, come testimoni tu stesso, aspetto con grande curiosità. E non ho mai avuto paura di platee grandi o di palcoscenici importanti, al contrario, le tournée nazionali che periodicamente intraprendo da attore, sono quasi tutte in questi contesti più ampi.
Ho voluto fortemente questo teatro personale per vari motivi.
La libertà espressiva totale in primis. Il tentativo di creare uno spazio alternativo, un teatro d’artista, uno spirito libero da ogni vincolo istituzionale e\o commerciale, una sorta di mio atelier, dove poter creare autoritratti in movimento, trasfigurandomi da ogni drammaturgia e personaggio a me vicini o dalla mia stessa immaginazione partoriti.
La ricerca, per me fin troppo ambiziosa, di una realtà intima e privata che sia anche pubblica, di una realtà pubblica che sia anche intima e privata.
Questo, ovviamente, entro certi limiti e soprattutto se partiamo dallo stesso presupposto, per cui l’intimità dell’arte non è, in nessun caso, fraintendibile con l’intimità sessuale di un night o di un casino, dove, in tal (non)senso, Annalisa rivestirebbe il ruolo della mia maitresse. No, non è questa l’ intenzione. Spero, invece, che in quel poco tempo concesso all’incontro col pubblico, si possa comunque creare un viaggio che buchi, almeno di un millimetro, la solitudine alienata che questa società porta a respirare.
Tanti spettatori sono diventati nostri amici. Altri no. Questo non dipende da noi. Ma se è vero, come sostieni tu, che si esce da qui ancora più soli, nel senso di essere ancora più coscienti di quest’agonia sociale, a cui per un’oretta si è scampati, onestamente, non so proprio che dirti… C’ho provato… Il tentativo vale sempre più del risultato. E sono sicuro che Dio esiste da qualche parte, ma non sono io. Perciò accetto volentieri i limiti della mia azione.
Condivido certamente l’idea della caverna platonica, che secondo me non è mai stata esperienza di gruppo, tantomeno di massa, ma senza fare snobismi o polemiche di sorta; ognuno nella vita è semplicemente portato a fare un certo percorso e ad esprimersi a suo modo, in maniera sempre più unica e personale. Io qui ho scelto l’intimità e, in qualche modo, anche l’ineludibile elitarismo di questo piccolo eremo metropolitano. Ti dirò, anche per attuare un recupero di certi valori e di certi sentimenti, che la nostra epoca è per sua stessa natura predisposta a perdere di vista. Il teatro, l’arte in generale, è un atto d’amore prima di tutto. Va oltre ogni competizione o successo di notorietà. Ed è sempre gratuito, comunque lo si travesta e lo si travisi nel tempo. Nasce dall’urgenza interiore di esprimersi, di gridare l’anima con tutti i suoi venti e i suoi colori. Mi è sembrato che questo nobile assunto culturale fosse stato un po’ trascurato o, ad ogni modo, ho sentito la forte necessità di ricordarmelo io personalmente. Ma nel viaggio, credimi, tantissimi si sono imbarcati, facendoci compagnia fino alla commozione reciproca.
Grazie di nuovo per avermi stimolato così tanto: come sempre rispondiamo al prossimo per rispondere a noi stessi. E grazie anche per la più o meno sotterranea stima che hai disseminato nel fertile terreno delle tue parole. Non so se riuscirò nel miracolo che mi chiedi: far intraprendere questo magico viaggio nell’essenza e nell’umanità, ad un pubblico ben più vasto. Non credo che ciò sia nelle mie potenzialità. Ma, se così non fosse, sarei pronto senza esitazioni a far diventare me, Annalisa e questo nostro figlio di legno luminoso, patrimonio dell’Unesco!
Con un sorriso,

Francesco Testi.

P.S.
Da ragazzo, un mio caro amico fraterno, Matteo Basilio Saccà, mi chiese, a fine spettacolo, per quale motivo gli sembrava sempre che gli altri attori si avvicinassero al personaggio mentre, nel mio caso, il personaggio ogni volta si avvicinasse a me. Oggi saprei cosa dire:

“La mia vera casa è il palcoscenico. Là so esattamente cosa fare, come muovermi. Nella vita sono uno sfollato.”
(Eduardo De Filippo)

Prossimi appuntamenti:

VIAGGIO IN VERSO

Di e con Francesco Testi
Introspezione, Scene ed Aiuto-Regia di Annalisa Bianchi

Forse essere originali significa risalire all’origine.
Per questo leggerò la mia “Autobiografia in versi” all’inverso, ossia dalle ultime poesie del 2011, fino alle prime, scritte verso la fine del ‘900.
Ripercorrerò la mia vita a ritroso, abbandonando l’orgoglio della ragione, la logica del capire senza sentire, l’autopsia dell’anima, e  mi immergerò nell’essenza ineffabile dell’io, il profondo dell’

Interiorità.
Strappato al suolo e alle mie radici immediate, mi metterò  così alla ricerca spasmodica delle radici trascendentali di ogni uomo, della sua sorgente.

Nel viaggio, forse, ritorneranno alla mente la freschezza e la meraviglia perdute.
Tutta la Poesia del vivere.

(Francesco Testi)

“Questo non è un libro. Chi tocca questo, tocca un uomo.”
(WALT WHITMAN)

 Date e orari degli eventi:

-Domenica 4 Maggio
-Sabato 12 e Domenica 13 Aprile

(Sabato ore 21, Domenica ore 18,30)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260

“TUTTA LA BELLEZZA DEL GENIO”

Di e con Francesco Testi

(Liberamente ispirato alla figura di Glenn Gould)

Scene e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi

Con Gianluigi Biondi al pianoforte

Presentazione di Silvia Ceccarelli e Chiara Mazzarani

Un uomo, seduto nella sua stanza in penombra, si diletta a ricordare il suo passato, la sua passione per il pianoforte e per Glenn Gould, l’uomo che gli ha cambiato la vita per sempre. Nel bene o nel male, nessuno può dirlo veramente. Ma l’incontro col genio di Gould, con la sua luce di splendore abbagliante, con la sua vita di lunga distanza e con la sua musica celebre in tutto il mondo (e oltre!), ha sconvolto la sua esistenza fino a fare di lui il suo più grande ammiratore oppure, dipende dai punti di vista, il più inguaribile degli invidiosi. Ad ogni modo, anche per lui il genio resta la dimostrazione che Dio esiste.

 “Se ho conosciuto attori più bravi di me? Eccome. E me lo venivano a dire. Allora rispondevo: ma secondo te, si può dire di Picasso che è bravo? Picasso è un genio,
tu sei bravo!”

(Giorgio Albertazzi)

 Date e orari degli spettacoli:

-Sabato 22 e Domenica 23  Marzo
-Sabato 29 e Domenica 30 Marzo  (Sabato ore 21, Domenica ore 18:30)
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260


“SENZA L’UOMO”

Di e con Francesco Testi

Scenografia e Aiuto Regia di Annalisa Bianchi

Un giovane studente ebreo, negli anni che precedono la Seconda Guerra Mondiale, ha il netto presentimento di ciò che di lì a poco sta per compiersi. Nel frattempo, Hitler ha già cominciato a buttar giù le idee per la sua autobiografia “Mein Kampf”, dove sviluppa il suo piano di conquista del mondo. In breve sopraggiunge l’orrore dei campi di sterminio, di cui un deportato comincia a scrivere, già ad Auschwitz, con mezzi di fortuna, quella che è a tutt’oggi considerata tra le più importanti e lucide testimonianze della vita nel Lager. Questi i tre sogni che popolano la mente di uno scrittore di oggi, alle prese con uno spettacolo da allestire per la Giornata Della Memoria. Credo fermamente di aver cominciato a lavorare a questo evento fin da quest’estate, quando ho fatto visita, con la mia compagna, ad Auschwitz.

Il mio intento è quello di commemorare, sì, i martiri del Nazismo, ma senza fare un documentario. Vorrei,  invece, raccontare l’Olocausto come un incubo personale, un viaggio visionario da fare insieme al pubblico, chiamato a vivere questa memoria dolorosa per impedire che essa ritorni. Perché il teatro, come la scrittura, non sia soltanto piacevole evasione, ma soprattutto forma d’espressione autentica e testimonianza fondamentale per salvare il sentimento di umanità.

(Francesco Testi)

 

Date e orari degli spettacoli:

Sabato e Domenica 1 e 2 Febbraio
Sabato e Domenica 8 e 9 Febbraio
Sabato e Domenica 15 e 16 Febbraio
Sabato ore 21, Domenica ore 18.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260.


“POESIE PER NATALE”

Con Francesco Testi.
Scene e coordinazione artistica di Annalisa Bianchi.
Regia di Francesco Testi

TRAMA:

Il Teatro Da Camera invita il pubblico a passare insieme l’ultima Domenica prima di Natale con un recital poetico curato ed interpretato da Francesco Testi. Un evento unico che è a tutti gli effetti una sorpresa a tema natalizio, composta dai versi  dedicati al Natale, scritti da grandi Poeti oltre che dallo stesso PoetAttore. Come la neve che deve ancora cadere o che, cadendo lieve, si è sciolta già, questa serata rappresenta il sogno evanescente e visionario di condividere un’atmosfera, un abbraccio, un’attesa, un canto che apra brecce tra il visibile e l’invisibile.

Evento unico:
Domenica 22 Dicembre 2013
Ore 18,00

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Prenotazione obbligatoria al 333-4285260
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IL TEATRO DA CAMERA NEGLI ANNI 2000

Il grande giuoco della vita che si chiama teatro ora può perfino insinuarsi in un salotto. Soluzione insolita anche se un tempo il cosiddetto “teatro da camera” già esisteva, ma solo nelle privatissime stanze alla corte del re.
La soluzione moderna è stupenda e intelligente, per raccontare una storia a ritmo attuale, per avvicinare di più la gente alle parole ed alle idee in questo mondo assillato e condizionato dall’immagine.

La nuova edizione di teatro da camera è stata voluta, molto amata e realizzata da una giovane coppia: lei ispiratrice di tutto, lui intelligente attore, Annalisa Bianchi e Francesco Testi.
Per loro e pensando a loro, che vi hanno messo tanto impegno, sediamoci anche noi in questo salotto, che va in scena.

C’è una sedia soffice, uno sgabello imbottito, due file di seggioline e là davanti , vera ed emozionante, la grande tenda rossa: il sipario!!!
Siamo a teatro, ma siamo anche nel salotto di casa: la visione delicata di un piccolo e stretto palcoscenico dove accade tutto.

Attenzione alla recitazione, ai dettagli curatissimi, alle musiche, ai suoni, ai silenzi. Non si recita a soggetto, tutto è accurato e creato, con umiltà, ma con un grande senso della gloria che il teatro sa infondere  e che si risolve con il portare il racconto, ”la recita”, la vita, alla ribalta del quotidiano, in punta di piedi, ma anche in modo dirompente; a occhi bassi, ma anche in maniera imperativa. Perché è sempre il teatro il grande messaggero dell’esistenza.

(PAOLA BERTI)

“Posso prendere un qualunque spazio vuoto e chiamarlo teatro.”
(PETER BROOK)

“LA DICHIARAZIONE D’AMORE”
Di e con Francesco Testi
Scenografia e coordinazione artistica di Annalisa Bianchi
Regia di Francesco Testi

TRAMA
Il Teatro Da Camera mette in mostra le sorprendenti scene create da Annalisa Bianchi per uno spettacolo, che è insieme una performance poetica e un’intima conversazione con il pubblico.
Il mondo si riporta alle dimensioni di una stanza. Sepolto nel silenzio, oppresso e afflitto dall’imperante politica della superficie, un uomo torna a parlare. Ma stavolta ogni retorica è sconfessata ed il suo profondo monologo è un arcobaleno in versi, che dispiega l’infinito della condizione umana, chiudendo fuori tutto il resto: spazio, tempo e relative scorie. Solo l’illimitato dello spirito rimane. Come un innamorato che fa di tutto pur di risalire in corsa sul treno perduto dell’amore, riscoprendo così se stesso, il miracolo di vivere, il magnifico sperpero dell’anima.
Date e orari degli spettacoli:
-Sabato e Domenica 14-15 Dicembre.
-Sabato e Domenica 12-13 Ottobre.
-Sabato e Domenica 19-20 Ottobre.
-Sabato e domenica 26-27 Ottobre.
Sabato ore 21:00, Domenica ore 18:00.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Prenotazione obbligatoria al 333/4285260.
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“MASCHERE NUDE” Il Teatro di Luigi Pirandello
Data e orario dello spettacolo:
23 Novembre 2013, ore 21.
Prenotazione obbligatoria al 333/4285260.

SERGIO PISAPIA FIORE – UN UOMO D’ONORE

 

“Incontrerai ogni giorno milioni di maschere
e pochissimi volti.”

(Luigi Pirandello)

Arriva al Teatro Da Camera un ospite d’eccezione, che non ha bisogno di presentazioni… Cosa posso dire, infatti, di un uomo che è già storia del teatro, che ha calcato le scene prima da figlio d’arte (la sua famiglia vanta oltre due secoli di teatro) e poi da fondatore del Centro Nazionale Teatrale, lavorando nel tempo con artisti come Giorgio Albertazzi, Gianmaria Volonté, Dario Fo e Lauretta Masiero, solo per citarne alcuni. Mi limiterò allora a dire due parole, che vorrebbero essere insieme un omaggio e un abbraccio. Conosco di persona Sergio dal 2008, anno della mia prima, fantastica tournée con lui, e da allora ho vissuto i più bei teatri d’Italia e ho rubato da lui l’indicibile; Sergio, d’altronde, lascia il portafogli sempre aperto, è più forte di lui: egli recita, dirige, scrive, compone, dipinge, pialla, sega, martella, plasma, crea e distrugge… Insomma, fa tutto. Uomo dalla grande cultura, che spazia da un clima all’altro come un vero e proprio uomo di mondo, la sua mente si spalanca ai venti paradossali e contraddittori dell’esistere, facendo sempre intuire, scorgere, a chi gli sta accanto, l’infinito e regalandogli la sua passione indomabile per il teatro che è l’umanità. Quante sculacciate ho preso da Sergio, eppure solo in pochissimi istanti ho capito, salvazione! Avere a che fare con lui, infatti, significa assaporare croci e delizie di un mito: senza la benché minima possibilità di essere ricattato da questo o da quel partito, di essere comprato da questo o da quel potente, Sergio esiste come un’utopia che si realizza, atlante di una rinascita etica vulcanica e dinamitarda (in una parola: autentica), in mezzo alla profonda crisi di civiltà che stiamo vivendo. Negli ultimi tempi, ho avuto il piacere di vivere un po’ la sua casa, di stare un po’ con sua moglie Marisa, con sua figlia Stefania e con la piccola Francesca. Mi sono sentito in famiglia, e mi commuovo nel ringraziarli del loro calore, per me inestimabile. In loro Compagnia, è stato davvero facile comprendere che lavorare è un altro modo di pregare, che Poesia significa soprattutto azione, e che chiunque al mondo, dallo stolto al genio, ha sempre una promessa da mantenere, un talento da meritare, un Maestro da onorare.

(Francesco Testi)

“L’ombra di mio padre due volte la mia,

lui camminava e io correvo.”

(Francesco De Gregori)


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IL PALCOSCENICO ANCESTRALE DELLA VITA

Francesco Testi occupa un posto da latitante tra gli attori italiani. La sua voce, la sua recitazione, si sono fatti sempre più veicolo delle sue personali emozioni, della sua necessità interiore di esprimersi, e gli hanno consentito, nel tempo, d’interpretare sempre ruoli importanti, accompagnando o sperimentando il linguaggio dell’arte drammatica con costante generosità, disinteressandosi della mondanità e dedicandosi, invece, anima e corpo alla sua vocazione, tutta tesa a scavalcare il presente; dando un’occhiata alla sua teatrografia, ci si affaccia su un attore prismatico, calato totalmente in un’avventura teatrale già ricca e cangiante, nonostante la sua giovane età. Attore in borghese è Francesco, continuamente sul filo del fuorigioco, come un camaleonte nell’incanto della penombra.
L’ultimo suo sogno è stato quello di fare il poeta. La sua “Autobiografia in versi” segna, difatti, la netta impossibilità di parlare della vita, senza parlare di poesia. Ma, personalmente, mi ha colpito ancora di più quel capolavoro d’intimità, che sconfina nell’opera d’arte vivente, che è il suo Teatro Da Camera. Stanza delle meraviglie, com’è stato definito da un alto personaggio come Franco Fedeli, si tratta di un teatro in miniatura, privato, fondato all’interno di un appartamento al quarto piano, nel centro di Roma, casa in cui vive attualmente con Annalisa Bianchi, la sua compagna di sempre, che cura l’aspetto organizzativo del suddetto teatro, oltre a crearvi sorprendenti opere. In questo strano, magico posto ai confini della realtà (la prima volta che ci andai, sentendo l’odore di sugo e besciamella all’entrata, pensai: che manicomio!) Francesco solitamente è attore, autore, regista, recensore, insomma, creatore di ogni spettacolo. Ma, ad uno sguardo attento, tutto questo non è soltanto un caleidoscopio di sfaccettature, di sfumature e sensibilità di un artista, e neppure un inno all’autoerotismo. E’, in verità, una rivoluzione e una provocazione insieme. Nel luogo raccolto e intimo per eccellenza (prima di essere teatro era una camera da letto) si fonda un vero e proprio centro di recupero della sacralità. Cadendo quasi ogni convenzione scenica a livello ornamentale, il pubblico si trova di fronte ad un teatro “altro”, scarno e viscerale, dove l’attore si è già fatto teatro, essenzializzando ed interiorizzando la scena. Nudo, dentro la maschera trasparente del personaggio, l’attore esce dal bozzo dell’esecuzione e vola sulle ali del lirismo, della trasfigurazione di sé. Come un pittore nel suo atelier, Francesco scrive e riscrive la sua vita direttamente in scena, compiendo autoritratti a volte anche impensabili. Intanto, gli spettatori seduti nella stanzetta, hanno l’opportunità di ritrovare una piccola piazza, non virtuale ma vera, dove poter ricreare un rapporto umano autentico, atto a condividere dal vivo un evento dell’interiorità, che sembra chiedere in risposta più che il canonico applauso, la partecipazione emotiva del silenzio.
Esempio di un autonomo movimento ideologico, teso ad accompagnare una ricerca formale d’espressione artistica fuori dagli schemi (e fuori anche, è giusto precisarlo, da ogni forma di finanziamento) questo teatro dell’anima ci chiama, ci attende riservato, discreto. Guerriero che non ha più armata né armatura, Francesco lancia così il suo grido umanissimo e, in definitiva, ci regala un segreto: la nostra epoca ha sostituito i sentimenti col sentimentalismo. Ma su quel palco straordinario, che ormai è solo proscenio, una lingua di terra ricalcata a passo d’uomo, nel contatto tangibile con la platea, l’attore è davvero realtà effettuale e si fa tramite perfetto, potente di un’ identificazione espansa, che è pieno atto d’amore di chi, in fondo, interpretando di nascosto se stesso, si dona completamente, sfondando il muro stesso dell’arte. In questo non-luogo, non c’è posto per la banalità o per la superficie. Qui si libera la più ispirata fantasia, che è condicio sine qua non, prima per l’attore, che tra minimali elementi scenografici, deve figurarsi intere situazioni o personaggi, e poi per lo spettatore che, letteralmente catapultato dentro una rappresentazione che non ha più vicende, ma solo atmosfere, può sentire veramente la parola, la sua forza evocativa e visionaria, solo risvegliando la propria immaginazione, come se tutto fosse un sogno ad occhi aperti. Certo, il sogno d’ un poeta. Oppure il delirio di un pazzo (che differenza c’è?) che spogliandosi di ogni retorica, aspira soltanto all’Assoluto, viaggiando (ed invitandoci a viaggiare) dentro una musica armoniosa e profonda, scandita soltanto dalle luci e dalle ombre del palcoscenico ancestrale della vita.

Auguri Teatro, sei l’orgoglio della mamma!

(DONATELLA RIGHI)

AL TEATRO DA CAMERA

IL PICCOLO TEATRO CON UNA GRANDE ANIMA

Passeggiando per il parco mi è venuto in mente: è quasi un anno… Manca qualche giorno al 20 Ottobre 2013 e il Teatro Da Camera compie un anno! Per un attimo ho avvertito la famosa stretta al cuore. E’ incredibile, ma vero: i sogni si realizzano prima o poi. Fin da piccolo avevo sognato il successo e la fama: non sono arrivati (nel mio caso si può quindi dire che l’insuccesso mi ha dato alla testa). Ma è arrivata la Poesia di questo teatro piccolissimo, intimo, personale e privato come un atelier, dove posso ancora rannicchiarmi in posizione fetale, in attesa di mia madre e di me stesso. Un teatro ad personam? Forse, ma non per snobbare gli altri teatri, ci mancherebbe altro. Solo che mi sono accorto, strada facendo, di quello che si stava realizzando. Una rinuncia e un colpo d’ala insieme. In effetti, in questo teatro in miniatura, simile ad un liutaio che è al contempo il violino che sta creando, mettendosi volontariamente in fuorigioco, l’attore non è più storia del teatro (devo ammettere che mi fa piacere avere notizia in questi giorni che il Valle Occupato stia, per certi versi, adottando queste piccole orme). Il Teatro Da Camera, semmai, è un teatro che si fa storia di un attore, di un respiro, di una vita. Spero davvero che sia una buona idea per tanti altri artisti.

Buon compleanno, quindi!

A questo mio figlio che è anche mio padre. A questa mia sposa che è anche mia amante. A questa mia casa che è anche mio veliero. A questo mio amico che è anche mio specchio. A questo mio canto che è anche chi lo ascolta. A questa maschera trasparente che è anche ritratto vivente. A questa follia che è anche salvezza. A quest’eremo che è anche luogo d’incontro. A quest’amore di donna che è anche amore di Dio. A questo spettro del passato che è anche nostalgia del futuro. A questo sipario aperto che è anche abbraccio sessuale… Per un solo attore, s’intende!

 

                                                                                 Roma, Ottobre 2013
(Francesco Testi)

AL PUBBLICO

Dopo tante mattine in cui avrei voluto saltare la finestra, stamattina mi risveglio incredibilmente felice. Saluto i barboni sotto casa, raccolgo la cacca che un cane ha lasciato davanti al cancello, sorrido alla musica assordante e solitamente insopportabile del Caffè dove faccio colazione. Che sta succedendo?!? E’ successo… voi! E’ grazie a voi se mi sento così bene, se vivo uno stato di grazia. E allora grazie, grazie al pubblico del Teatro Da Camera: familiari, amici e conoscenti e poi di nuovo familiari. Grazie a chi ha bussato alla mia porta e a chi non è entrato. A chi si è commosso e a chi s’è addormentato. A chi è stato in silenzio e a chi ha parlato. A chi mi ha acclamato e a chi mi ha deriso. A chi mi ha applaudito e a chi mi ha criticato. Perché forse non lo so, ma pure questo è un abbraccio.

Chiedo scusa quindi, per l’emozione che mi fa tremare la mano, così da rendere illeggibile la mia calligrafia, così da essere creatura imperfetta, quell’infinita competenza ch’ è un errore.

Grazie di cuore per aver salvato il mio talento, nella pura e piena libertà di fargli lasciare un segno profondo nella vostra vita e nel vostro tempo.

Continuate, vi prego, a pregare per me…

Siete bellissimi, ed io sono fortunato.

Solo l’amore fa cantare l’Universo!

                                                        (Francesco Testi)

 

“Il cielo sul teatro”

Recital Poetico di “Autobiografia in versi” di e con Francesco Testi, Annalisa Bianchi, Gianluigi Biondi e la partecipazione di Silvia Ceccarelli e Chiara Mazzarani.

Il Teatro Da Camera chiude la sua prima stagione 2012/2013 trasformandosi in salotto letterario. L’evento unico “Il cielo sul teatro” è un viaggio poetico di letture, che il Poetattore Francesco Testi ha scelto di fare insieme all’intervento critico della dottoressa Annalisa Bianchi e all’accompagnamento musicale di Gianluigi Biondi. I brani declamati saranno interamente tratti dall’ “Autobiografia in versi” di Francesco Testi.

L’evento ci sarà Domenica 21 Aprile, ore 18.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per prenotarsi chiamare al num.3334285260

Alla fine dello spettacolo il Teatro Da Camera offrirà un drink agli spettatori.

Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti gli spettatori che hanno colmato il nostro teatro del loro calore e della loro costante partecipazione. Felici di avervi accolto, vi aspettiamo per la prossima stagione. Siamo commossi. (Teatro Da Camera).

“Divenni un altro e sognò più di me (Doppio autoritratto) di Francesco Testi

Scrittore di teatro perdigiorno e misantropo cerca di ammazzare il tempo e il suo malessere, altalenandosi tra libri e riflessioni sull’esistenza, ma pian piano il tedium vitae lo divora. Finché, un giorno, un incontro straordinario al giardino pubblico cambierà la sua vita per sempre.

“Gli occhi si spalancano sul sogno.” (M.Edegleo)

Elementi scenografici e coordinazione artistica: Annalisa Bianchi

Regia: Francesco Testi

Sabato 23 Febbraio, ore 21

Sabato 2 Marzo, ore 21

Domenica 3 Marzo, ore 18

Sabato 9 Marzo, ore 21

Domenica 10 Marzo, ore 18

Alla fine dello spettacolo il Teatro Da Camera offrirà un drink agli ospiti.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Per prenotarsi chiamare il num: 333-4285260

“Buon Natale Harry” con Francesco Testi

Trama:
Harry anche quest’anno passa il Natale da solo. Tra battute ironiche sulla società dei consumi e risvolti drammatici sulla paura di aprirsi al mondo, Harry troverà se stesso.Alla fine.
“Il vostro spettacolo di Natale!” (M.Edegleo)

Elementi scenografici e coordinazione artistica: Annalisa Bianchi.
Musiche di P.I.Cajkovskij.
Regia: Francesco Testi.

Sabato 15 Dicembre, ore 21

Venerdì 21 Dicembre, ore 21

Giovedì 27 Dicembre, ore 22

Sabato 29 Dicembre, ore 21

Giovedì 3 Gennaio, ore 21

Alla fine dello spettacolo il Teatro Da Camera offrirà un drink agli ospiti.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Per prenotarsi chiamare il num 333-4285260

“L’8 che dorme-Testi dall’ infinito”

Recital di 8 monologhi scelti ed interpretati da Francesco Testi.
Drink offerto dal teatro alla fine dello spettacolo.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Sabato 20 Ottobre, ore 21

Giovedì 1 Novembre, ore 21

Sabato 17 Novembre, ore 21

Domenica 2 DIcembre, ore 18

BENVENUTI AL TEATRO DA CAMERA

  Estratto dall’intervista che Francesco Testi ed Annalisa Bianchi si sono concessi a Civitella (Arezzo) il 20 Agosto 2012.

  F.: Cosa ti ha portato a me?

A.: Il teatro. Fin da piccola mio padre mi portava a teatro a vedere Plauto, d’estate, a Roma, alla Quercia Del Tasso e io m’immergevo di magia… Poi, crescendo ad Arezzo, andavo al Teatro Petrarca e lì gli orizzonti si facevano più ampi…Finché un giorno ti ho incontrato, proprio lì, al teatro Petrarca.

 F.: E cosa ci facevo?

 A.: Recitavi “Le nozze dei piccoli borghesi” di Brecht. E m’innamorai.

 F.: Del teatro o di me?

 A.: Che differenza c’è?

 F.: (Ride)

 A.: Da quell’ incontro ho coltivato una certa sensibilità per il teatro d’Autore e al tempo stesso un’ intolleranza per il teatro commerciale e per  tutte quelle forme d’intrattenimento che si spacciano per eventi artistici o culturali, ma che hanno l’ unico scopo di fare cassa o di dar sfogo ad un esibizionismo vuoto, in quanto non ha niente da dire se non luoghi comuni.

 F.: E’ un modo come un altro di salvaguardare certi equilibri…

 A.: Ma il teatro non può essere questo. Non esiste un’arte decorativa, se è decorativa allora non è arte!

 F.: Concordo pienamente.

 A.: E’ per questo, secondo me, che abbiamo dato vita al Teatro Da Camera, una realtà teatrale intima, segreta e segregata ma al contempo pubblica, un teatro a porte chiuse/spalancate, un tempio elegantemente in borghese

all’ interno del nostro appartamentino romano, in cui si potranno offrire a pochi intimi serate culturali ed eventi artistici partoriti nella più totale libertà d’espressione. Una libertà che è follia con metodo, come dice il grande Albertazzi, e che è più vicina all’amore che all’anarchia.

 F.: Grande! W Anna!!! Spero che anche altri artisti si uniscano al nostro grido di libertà, che questo teatro possa rappresentare anche per loro uno spazio poetico, una grotta azzurra, un rifugio dalle mille insidie dell’ufficialità. Un posto per outsiders. Per dirla con Shakespeare: “Ripariamoci, questa notte è disumana.”

 A.: Spiegami il perché di un Teatro Da Camera.

 F.: C’è bisogno di un perché? L’idea non è certo mia, è di Strindberg, che a Stoccolma, agli inizi del 900′, fondò il Teatro Intimo, un piccolo teatro in cui si mettevano in scena i suoi “drammi da camera”. Qualche tempo fa mi resi conto che la rivoluzione concettuale messa in atto da Strindberg poteva essere portata all’estremo con facilità. Un teatrino, come si suol dire, dentro un appartamento all’interno di un condominio di Roma, mi sembrava realizzasse fino in fondo l’ idea di Strindberg, idea che nel nostro caso abbandona totalmente ogni parvenza d’ ufficialità. Vidi la cameretta vuota (Giulia aveva appena traslocato) e dissi: si può fare.

 A.: Mi dicesti: “Porterò il mare a San Pietro!”

 F.: Il mare come le onde della poesia, la poesia come espressione e sospensione del mondo e dell’esistere.

 A.: Un inno alla profondità?

 F.: “La profondità va nascosta. Dove? In superficie.” (H. von Hofmannsthal)

 A.: “L’arte è libertà.” (F. Fedeli)

 F.: “Attore è anagramma di teatro.” (M. Mastroianni)

 A.: “Vorrei un teatro sempre aperto, in cui la maschera cede alla persona.” (A. Caramella)

 F.: “Per tutta la vita sono stato un poeta. Ho fatto anche altro, ma è stato come travestirsi.

(T. Guerra)

 A.: “Tutta l’arte porta a Dio.” (G. Puccini)

 F.: Fermiamoci qui.

 A.: Un’ultima cosa: abbiamo creato una wunderkammer, una stanza delle meraviglie?

 F.: Forse. Certo è un luogo in cui il teatro potrebbe tornare ad essere dono di sé e antimestiere nella gratuità dell’avvenimento, rivoluzione pura, un non-luogo dove la sacra bellezza dell’arte uscirebbe fuori dalla cornice almeno di un millimetro, quel tanto che basta per tagliare la tela.

 

 (Francesco Testi con Annalisa Bianchi)

 

 

RINGRAZIAMENTI

 

Per la realizzazione del Teatro Da Camera si ringraziano il mecenate Luigi Nisini, il magnanimo Amedeo Bianchi, la generosa Donatella Righi, la dolcissima nonna Teresa e l’immortale nonno Checchino, il Maestro Matteo Saccà, il genio Franco Fedeli, l’artista in vetro Maria Cassi, Giulia del Teatro Belli di Roma, i falegnami della Decorplast di Roma, il tappezziere Alessandro Masi e tutti i condomini di via Monte Del Gallo 9 in Roma, per esserci stati vicini in questo piccolo, grande sogno.

Un bacio blu a tutti!

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